10 dicembre 2019

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Editoriale

05.09.2019

Divise le poltrone si pensi al Paese

Nasce un governo che, stando agli ultimi sondaggi, è il meno rappresentativo di sempre degli umori dei cittadini veneti. In più, scorrendo i punti del programma che fanno da collante all’asse Pd-M5S le perplessità non mancano. Non soltanto perché il documento, che sembra il libro dei buoni propositi, contiene in massima parte enunciazioni generiche. Ma soprattutto per la mancanza di chiarezza su quelle che sono le istanze cruciali e più significative della nostra comunità. Non vi è la percezione che il programma affronti davvero il nodo di una politica industriale che promuova lo sviluppo dell’impresa. E, dunque, pensi seriamente alla salvaguardia dei posti di lavoro e all’occupazione dei giovani. Non solo: il capitolo imposte pone in secondo piano il tema del cuneo fiscale. Restano le idee grilline di sostegni a pioggia da parte di uno Stato ormai in bancarotta (e che dunque, per trovare i soldi, non potrà che pensare ad una patrimoniale). Anche il capitolo infrastrutture è declinato in un generico progetto di miglioramento della movimentazione. Come dire che della Tav si parlerà il meno possibile. Da ultimo- ma non certo in fondo alla lista- c’è poi la grande questione dell’autonomia. È chiaro che il progetto federalista (votato, è bene ricordarlo, da oltre il 70% dei veneti) rischia di finire nel dimenticatoio. Detto questo non siamo d’accordo con chi grida al colpo di Stato o al ribaltone. Il nostro Paese ha delle regole democratiche che ci proteggono da derive autoritarie e sovraniste. E dunque la nuova maggioranza, che si è formata in Parlamento, ha legittimità piena di governare. Ma il punto è proprio questo: governare. Prendendo a prestito il motto che vige sui mercati, ciò che un Paese deve temere di più è l’incertezza. Che abbia casacca gialloverde o giallorossa, ciò che aspetta la squadra di governo è una serie di decisioni che implicano una forte compattezza. Siamo la nazione che cresce meno in Occidente e con il più alto debito pubblico. La disoccupazione è tornata a salire, come pure la povertà delle famiglie. Le imprese, nell’incertezza di questi mesi, faticano ad investire. E l’Italia è la prima frontiera della grande rotta delle migrazioni. Il governo, composto da due partiti eterogenei, per giunta divisi al loro interno, sarà all’altezza della sfida? Divise le poltrone, ora si pensi ai cittadini.

MAURIZIO CATTANEO
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
In Italia crescono le distanze sociali
Se i nostri figli
non sanno leggere
In gioco ci sono i nostri risparmi
Razzismo, lezione da Ezio Greggio
Quota 100 e vincoli
frenano i Comuni
Salvini, la sinistra e le sardine
Se pure i 5 Stelle
cadono sulla casa
Crisi industriali
Italia disarmata
L'impeachment
scuote l'America
Una pioggia,
ma di mazzette
Mai abbassare
la guardia
Destino dell'ex Ilva
Italia alla prova
Cosa significa
essere italiani
Scelte della Bce
l'Italia trema
Quegli insulti a Liliana Segre
Evasori, carità
e triade maledetta
Rebus Brexit in riva all’Adige
Quei 39 fantasmi
morti nel tir
I figli all'estero,
la nostra sconfitta
Più show che lotta
tra i due Matteo
La fuga di cervelli parte dal Nordest
Curdi, ebrei
e l'Europa assente
Un buon inizio
ma strada in salita
Tra Ue e Usa
c'è la questione cinese
Il Bengodi
dei ciabattoni
Divise le poltrone si pensi al Paese
Il dilemma politico
dell'Eurozona
La rivoluzione
in retromarcia
La sfida del Veneto
è avere peso a Roma
Questione fiscale
al primo posto
Annega a 18 anni nel Garda
Intesa su Conte-bis
ma i programmi?
Precari a spasso
e neo prof in classe
La partita
delle anomalie
Trump, Cina e G7
Una partita aperta
I politici e l'Italia,
mondi paralleli
L'economia
e la demagogia
Nuovo governo,
la strada del Colle
Il buio di una crisi
e i conti del Paese
Dagli slogan
alla responsabilità
I conti della politica
e quelli del rigore
La responsabilità
dei governi
La stella polare
del Quirinale
Politica distante
dal Paese reale
Sbarchi, i decreti
che non risolvono
La strategia
del colpo di scena
Non servono
i giochi di Palazzo
Equilibri
sotto pressione
A chi giova
andare alle urne
Le incognite
per l'Italia
Strappo di Salvini
Ma Conte lo sfida
C'è il «sì» alla Tav
Caos nel governo
L'abisso
dell'America
Sì sulla Sicurezza
E ora la sfida Tav
Italia a rischio
compressione
La nuova svolta
del Cavaliere
Nuovo dialogo
con l'Europa
I nostri figli,
questi sconosciuti
L'Italia è fermo
e il governo litiga
Asse Londra-Usa
e il grande assente
La dodicesima
coltellata
Un super stimolo
per l'economia
Avanti con la Tav
C'è il sì all'Europa
Hanno ucciso
un nostro eroe
In mare 150 morti
e l'Europa assente
Se il governo
finisce in stallo
Conte promuove
l'Alta velocità
Tav e cantieri
sfida nel governo
Non si devono
indebolire i forti
Il nuovo sogno
ora è Marte
Italia in panne:
o crisi o pace
Il codice rosso
a tutela delle donne
L'Europa riparte
con una donna
Taglio delle tasse
sfida dal Viminale
Un Paese
da riparare
Choc Mihajlovic
La sfida più dura
Crisi di nervi
a Palazzo
Amia, casse vuote
e cassonetti pieni
Se in terza media
si ignora l'italiano
Se il tricolore
ritorna a volare
Stop agli sbarchi
con le navi militari
La spinta di Trump
sulle nomine Ue
Migranti, tocca
alla nuova Europa
La prima vittoria
del presidente
Se la Libia rilascia
ottomila migranti
Meno male che
c'è l'Alta velocità
Carola è libera
i nodi invece no
La capitana
e Antigone
Export, la Ue apre
al Sudamerica
La legge del mare
e quella dell'Italia
Quei ladri
di bambini
Sui migranti
Italia sempre sola
In freezer c'è solo
il nostro governo
Un esame
per il Paese
La crescita frena,
l'euro preoccupa
Olimpiadi 2026
la nuova sfida
La lezione
del presidente
Nascite e conti
doppia recessione
Se il Medioevo
entra a Palazzo
Il puzzle di Agsm?
Si deve rilanciare