17 settembre 2019

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Editoriale

07.08.2019

Asse Londra-Usa
e il grande assente

I due ex gemelli si guardano e dopo il corteggiamento ora debbono porre le basi di un pssibile matrimonio. Sono gli Stati Uniti di Donald Trump e il Regno Unito, che prova a cambiare rotta e modi con il passaggio dei poteri da Theresa May cortese e vulnerabile a Boris Johnson impetuoso e volubile, proprio come un Trump britannico. Saranno loro a decidere i nuovi equilibri in un vasto scacchiere dopo che Londra si è allontanata dal vecchio Continente strizzando l'occhio a Washington.Il primo test è suggerito, oppure imposto, da una area apparentemente estranea ma invece vitale per entrambi: il Medioriente e soprattutto l'Iran, nazione nel mirino di Trump. Con il caso delle due petroliere catturate- una iraniana e una britannica- si è arrivati ad una «involuzione» dell'accordo costruito dalla presidenza Obama e firmato, oltre che da Washington e da Teheran, dalla Russia, dalla Cina e da tre Paesi europei membri della Nato: Germania, Francia e Gran Bretagna. Appena arrivato alla Casa Bianca, Trump ritirò la firma Usa per aggravare la rappresaglia contro l'Iran sul fronte del nucleare. In questo scenario quello che ora Teheran propone a Londra è uno scambio: il rilascio di entrambe le navi. L'offerta sarà accolta? Dipende dal nuovo governo britannico che potrebbe fare invece la voce grossa sostenendo la linea di Trump. Un passo in avanti e positivo potrebbe essere invece un «vertice» proposto da Netanyahu. L'idea del leader israeliano è quella di un incontro a tre: Washington, Mosca e Gerusalemme. Sul tavolo il veto a una legge proposta dal Congresso di Washington che prevede il blocco delle forniture di armi all'Arabia Saudita che vengono usate per massicci bombardamenti sullo Yemen in una guerra civile e religiosa fra un governo sunnita e una rivolta di sciiti appoggiati da Teheran.Una partita in cui sta per entrare un altro grande protagonista ovvero la Cina.I cinesi stanno già costruendo la nuova via della seta stradale che li collegherà con l'Iran ed edificano dei porti anche attorno al cruciale Stretto di Hormuz. In tutto questo c'è un grande assente: l'Ue. Quando si parla di Brexit ogni attenzione è sul fronte economico. Ma non è forse che lo strappo inglese dipenda anche dal fatto che l'Ue non è mai riuscita a diventare qualcosa di più dell'euro? E che dunque i popoli, da Roma a Londra non ne percepiscano l' importanza. pasolini.zanelli@gmail.com

di ALBERTO PASOLINI ZANELLI
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