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Editoriale

12.08.2019

A chi giova
andare alle urne

La crisi del governo è in atto, ma non è il momento giusto. Può essere un bene per qualche forza politica, ma può essere anche un male per il Paese. Il discorso di Matteo Salvini contro i «no» che lamenta di ricevere dagli alleati di governo significa: «Vi piace quello che faccio? Liberatemi da questi alleati, farò il doppio». A sentire il leader della Lega la maggioranza è morta perché qualcuno l'ha uccisa. Ma a guardare i fatti, è morta perché era nata moribonda. L'alleanza si basava su un contratto, ma un contratto delle cose da fare è sempre riferito alla situazione in atto, quindi è una correzione del passato, non una soluzione del futuro. Governando s'incontrano sempre nuovi problemi. Governare uno Stato non è diverso da governare una famiglia, è soltanto più complicato. Ma anche governare una famiglia non significa affrontare i problemi che vedi quando ti sposi, ogni nuovo giorno porta nuovi problemi, e tu devi vederli quando arrivano, prevederli prima che arrivino, e risolverli dopo che sono arrivati. Sto criticando la formula che era il piedistallo su cui sorgeva il governo: il contratto. Adesso che è fallita possiamo contare sulla comprensione dei lettori e dire: era una formula sbagliata. Un governo non nasce col compito di affrontare problemi preesistenti spingendo alla compatibilità partiti incompatibili. Un governo nasce dalla preesistente compatibilità dei partiti ed è quella compatibilità che porta verso la soluzione dei problemi. Un'alleanza di governo dovrebbe entrare in crisi non quando i sondaggi elettorali prevedono un vantaggio per questo o quel partito, ma quando il fronte dei problemi mostra una breccia per la quale l'attività legislativa può concedersi una pausa o una cessazione. E non pare questo il momento. Noi entriamo in pausa legislativa, ma un sacco di problemi continua ad assediarci. C'era l'impegno di tagliare i parlamentari, impegno graditissimo al popolo, siamo giunti alla soglia del taglio e il governo cessa di colpo. Il taglio non si fa. C'era l'impegno di tagliare le tasse, e il progetto si arena sul più bello, mentre tutti speravano. Le tasse restano o crescono. C'era l'esigenza di rinegoziare il rapporto con l'Europa, e proprio mentre l'Europa fa un passo verso di noi, noi ci ritiriamo. C'era il problema dell'autonomia, è stato lanciato, ma è ancora tutto lì e bisognerà risollevarlo da zero. L'autonomia è la fonte del contrasto Lega-5Stelle. Se il governo cade adesso qualcuno può trovarci un interesse, ma forse non il popolo.

di FERDINANDO CAMON
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