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Cangrande

06.12.2018

Troppi tesori
condannati all'oblìo

La nipote di un muratore ci scrive una graziosa lettera in cui si chiede perché, in un periodo in cui si celebrano festività per ogni categoria di lavoratori non si ricordi come si dovrebbe San Procolo vescovo, patrono, appunto, dei muratori. E con il Santo celebrare una categoria di lavoratori che ha edificato le nostre città. La missiva ci fa ricordare che accanto alla basilica di San Zeno sorge la piccola e misconosciuta Chiesa di San Procolo, realizzata sulle fondamenta di una chiesa paleocristiana. La chiesetta, pur apparendo nel sito degli itinerari del Comune, è ignorata da veronesi e turisti poiché è quasi sempre chiusa. È un peccato. Ed è il segno di una mancata valorizzazione di un monumento che contiene opere rilevanti e con la sua cripta rappresenta un importante itinerario storico artistico. Il progetto «Verona minor Jerusalem» ha il pregio di aver fatto riaprire alcune chiese «dimenticate». Servirebbe un ulteriore piano per riportare alla luce altri tesori condannati all'oblìo.

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