25 maggio 2019

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Cangrande

11.03.2019

Invocazioni di vecchi
e nuovi selvaggi

Quando guardiamo un vecchio film con i selvaggi che invocano l'arrivo della pioggia con canti, balli e varie preghiere ci viene da ridere.E soltanto perché siamo di fronte ad un grande poema epico, un capolavoro senza tempo, non facciamo dell'ironia di fronte ad Ulisse ed alle tempeste frutto dell' ira degli dei. Eppure noi, uomini del terzo millennio, così sicuri e pieni di boria tanto da dissipare le risorse naturali e portare il mondo sull'orlo del collasso, restiamo così piccoli da invocare, in talune occasioni, pur sempre il fato.In questi giorni abbiamo sentito ripetere «speriamo che piova», «speriamo che tiri vento». Come gli indiani che facevano la danza della pioggia, noi oggi alziamo lo sguardo e preghiamo perché si alzi la brezza. Rispetto a loro, però, noi siamo ancor più selvaggi.Perché l'invocazione dei «pellerossa» riguardava la crescita dei raccolti, la nostra è legata all'emergenza smog che noi stessi abbiamo creato.

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