12 novembre 2019

Blog

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Cangrande

16.07.2019

È cominciata la guerra
ai tassisti «fantasma»

Quella degli abusivi è una piaga e il trasporto di persone, il transfer, purtroppo non fa eccezione. A Bardolino la polizia locale, in borghese, ha pizzicato un tassista abusivo trentino che sul pulmino aveva addirittura caricato sette persone. E un altro- veronese stavolta- che aveva sì la licenza ma operava con una vettura privata. Tutte facce della stessa medaglia. Il Garda, meta ogni anno di milioni di turisti, è una miniera d'oro anche per gli abusivi su quattro ruote, che operano via cellulare a chiamata diretta, sfruttando il passaparola o il vecchio sistema del bigliettino distribuito nei punti di passaggio. Una telefonata e via: il tassista abusivo si materializza come un fantasma: preleva, trasferisce e incassa. Tutto a brevissimo raggio, intercettando i clienti fuori dai locali. Questi fantasmi riescono a sfuggire ai controlli, a danno di tassisti e noleggiatori professionali. Adesso però l'aria è cambiata: Bardolino ha dichiarato guerra agli abusivi: altri lo seguiranno?

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
In tangenziale nord le nuove leggi della fisica
Brilla l’Euro Cavaion Tamburello, che favola
Se viaggi a basso prezzo
anche l'attesa è low cost
Rifiuti, per gli evasori
scattano bollino e gogna
Nel mondo del lavoro
non servono solo dottori
Il vecchio Traforo costa
e quello nuovo non c'è
Nei campi c'è il lavoro
e non si trovano braccia
Mihajlovic ha segnato
il più bello dei gol
Una telefonata allunga
la vita, se c'è campo
Le erbacce al cimitero
ci devono indignare
Stazioni abbandonate
anzi «impresenziate»
Questa calda estate
di vandali e cafoni
Se il turista svaligia
la stanza d'albergo
Se manca l'energia
si danneggia il turismo
Se i turisti ci trascurano
meglio correre ai ripari
Quel parco impossibile
chiamato Torricelle
Musica, cuore, passione
La lezione del Maestro
Le dediche a Giulietta
ora passano da Cefalù
Multe mai pagate,
«taglia» sugli stranieri
Il paradosso del lavoro
che c'è ma non per tutti
La guerra alle zanzare
che fa bene alla politica
Tav, qui cantieri aperti
A Roma ancora si vota
Da Cerea a Verona,
terra di destre in festa
Non ci sono vigili né soldi
E così ritornano le ronde
L'autonomia veneta
e la ricetta calabrese
Ridateci alberi veri
e non cespugli
Case popolari, gli onesti
ci rimettono sempre
Dobbiamo stangare
i predoni di souvenir
Fiumi, canali, risorgive
ma una fontana non c'è
La grinta di Juric
e la spinta della Curva
Basta scritte sul ponte
di Castelvecchio
La grande incompiuta
finalmente si muove
Solo il Pifferaio Magico
ci salverà dai topi
Fontanelle come perle
Ma non in via Mazzini
Mettono in vendita
la nostra argenteria
Uno strano destino
corre sul filobus
Olandesi sul Garda
e l'acqua calda
Sindaco scagionato
nel giallo dell'Ikea
L'ombra in città?
Ci sarà per i pronipoti
È cominciata la guerra
ai tassisti «fantasma»
Il Mart? La cultura
può aiutare a mangiare
La variante blocca tutto?
E allora blocchiamola
Salvini arriva a Oppeano
senza avere l'autonomia
Nomine e competenze
il curriculum non serve
Il richiamo di Toti
arriva fino in città
Da militante della Lega
a sostenitore di Salvini
Cinque amici al bar
fanno rinascere il paese
Al sindaco non resta
che entrare nella Lega
Stipendi o tagli a Legnago
questione di punti di vista
Moby Dick, mari agitati
e le gondole veneziane
Sul piano trasporti
Verona è alla fermata
Se i partiti perdono
le radici nel territorio
La Tempesta va in scena
e la quiete continua
Le Azzurre volano
ma il Valpo sparisce
Resort Bocca Trezza Sì,
ma per sbandati
Un doppio ko
per il M5S
Il centrodestra si muove
il centrosinistra dov'è?
Il ponte di Valeggio
e i dieci amici al bar
La Traviata nel mondo
e l'indennità tamburello
Vaccini, se la salute
non passa dal sindaco
E ora la città aspetta
l'esame di Losanna
Estate politica rovente
e Giunta balneare
Quelle sfingi di spalle
sono un gesto d'affetto
Le cimici asiatiche
e quelle dei telefonini
Svaligiata la sagra
Un segnale da Alpo
San Zeno senza calcio
una questione di campo
Tra un Central Park
e l'ex zoo sui Bastioni
Maturità «sulle punte»
un fiore all'occhiello
La cura dei luoghi
per battere il degrado
Un anno di burocrazia
per riaccendere la luce
Nella Casa di Giulietta
è questione di percorsi
Arena, velluti nei bagni
e segnafile in piazza Bra
L'incognita del filobus
sono le automobili
Meno smartphone
e più ginnastica
Da Bannon alla Pro loco
della Val d'Adige
Una pedemontana
per Verona sud
Quei fumatori
nei nostri quartieri
La rivincita dei partiti
peserà anche a Verona
Quelle luci rosa
che colorano la città
Calcio, se i figli sgridano
i genitori che litigano
Il Mart a Verona?
Sgarbi colpisce ancora
Questo maggio freddo
salva le notti scaligere
Se le grandi assenti
sono le famiglie
Tutto fermo a Palazzo
in attesa delle elezioni
Se la recensione
diventa un insulto
Il Daspo a chi sporca
La lezione di Venezia
La Provincia resuscitata
ha già calato l'asso
Vorrei la Mille Miglia
di nuovo in piazza Bra
Piazza delle Erbe
o piazza dei souvenir?
Se si perde il treno
per Medjugorje
Dall'Unione dei Comuni
al Paese dei campanili
Usa la bici e resti in forma
Ma è meglio restare vivi
Se la raccomandata
diventa un fantasma
Orizzontale o verticale
ma è sempre cemento
Plastiche, Pfas e smog:
cambiare o abituarsi?
Dalle periferie i rumors
per Palazzo Barbieri
Le liti di condominio
e le «varie ed eventuali»
La primavera
di Veronetta
Per fortuna i giovani
pensano all'ambiente
Ordinanze e divieti,
il ricordo del decoro