28 settembre 2020

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09.08.2020

«Se si usa la mascherina non credo che il rischio sul bus sia la distanza»

Roberto Turri
Roberto Turri

Veneto, Piemonte e Liguria pronte a dar battaglia domani in Conferenza Stato-Regioni, per ottenere che dall’ordinanza del ministro Speranza del primo agosto venga stralciato il trasporto pubblico locale. La Toscana, che è la quarta Regione che aveva deciso che i mezzi pubblici circolanti sul territorio regionale potevano viaggiare con la capienza prevista da omologazione, dopo la pubblicazione di quella del ministro della Salute ha già revocato la propria: le altre tre invece non lo hanno ancora fatto e confidano in un dietrofront ministeriale. Se questo non arrivasse, Veneto Piemonte e Liguria dovrebbero revocare la propria ordinanza suoi trasporti, essendo la nazionale più restrittiva. In Veneto il via libera alla capienza ordinaria era stata decisa il 26 giugno da Luca Zaia: scaduta il 10 luglio, l’ordinanza che regola i trasporti pubblici era stata prorogata fino al 31 luglio e mentre il primo agosto Zaia firmava la ulteriore estensione fino al 15 ottobre, il ministro firmava invece l’altolà. L’ordinanza Speranza è quella che ha appiedato, lo scorso fine settimana, qualcosa come ottomila passeggeri dei treni Italo. «È giustissima la cautela, ci mancherebbe», ribadisce il vicesindaco di Roncà Roberto Turri tornando al tema scuolabus, «ma è davvero difficile che con tutte le accortezze che ci sono, a cominciare dall’uso della mascherina, sia proprio quel metro non rispettato tra un sedile e l’altro per un tempo ridotto a costituire un elemento di rischio tanto serio da giustificare il divieto. In alternativa, di certo non potremo raddoppiare gli scuolabus. Ci vedremo costretti a scegliere chi far salire e chi no sui bus, a seconda delle reali necessità delle famiglie».

P.D.C.
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