17 giugno 2019

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14.04.2019

Pressione e colesterolo alti nei bambini

Una delle tante manifestazioni contro l’inquinamento da Pfas dell’acqua
Una delle tante manifestazioni contro l’inquinamento da Pfas dell’acqua

Il 64,8 per cento delle persone che si sono sottoposte allo screening avviato dalla Regione per conoscere lo stato di salute di chi è stato esposto alla contaminazione da Pfas presenta valori elevati di tali sostanze nel sangue e alterazioni della pressione arteriosa o degli esami ematici. Queste alterazioni vengono descritte come indice potenziale di problemi di funzionalità epatica e renale o della presenza di alterazioni metaboliche. Il dato è contenuto nel rapporto diffuso ieri dalla Giunta regionale sullo stato di avanzamento, fissato agli inizi di marzo, del piano di sorveglianza sanitaria. LO SCREENING Si tratta dello screening probabilmente più grande mai avviato in Italia, che arriverà a coinvolgere una popolazione di centomila persone. Lo screening si estende su 25 Comuni dell’area che si trova fra le province di Verona, Vicenza e Padova. Sono 13 i comuni veronesi coinvolti: 4 (Cologna, Pressana, Roveredo e Zimella) fanno parte della cosiddetta zona rossa A, quella che si trova sulla falda contaminata ed è servita dall’acquedotto alimentata dalla falsa stessa. Gli altri (Arcole, Veronella, Albaredo, Bonavigo, Minerbe, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Terrazzo e Legnago) sono nella fascia B, che è interessata dalla contaminazione solo tramite l’acquedotto. Finora in tutta la zona rossa, comprendente sia la A che la B, sono state chiamate a partecipare allo screening 47.213 persone. L’adesione alla chiamata è di circa il 60 per ceneto. Un dato che è mediamente rispettato da quasi tutti i municipi scaligeri ad esclusione di Legnago, che è più basso, con un valore compreso fra il 55 e il 60 per cento, e Boschi Sant’Anna, che ha valori fra i più alti dell’intero territorio, superiori al 70 per cento. FASCE D’ETÀ I controlli sono iniziati dai nati nel 2002, la fascia d’età che ha avuto le più alte percentuali di partecipazione. Da qualche mese, poi, è stato avviato anche il controllo dei ragazzini nati nel 2003, di cui finora è stato convocato il 45,7 per cento, e dei bambini del 2008, con l’83 per cento di convocazioni già effettuate, e del 2009, per i quali invece si è arrivati al 30 per cento. Ad oggi sono disponibili gli esiti degli esami effettuati su 25.288 persone: per 16.400 di loro sono stati riscontrati valori di Pfas elevati e alterazioni delle pressione arteriosa o degli esami del sangue. Le sostanze perfluoro-alchiliche sono prodotte chimicamente e trovano applicazione nell’impermeabilizzare di stoffe, pelli e stoviglie e nella produzione di medicinali e schiume antincendio. Sono state trovate nel sangue di tutti gli aderenti allo screening. Quelle presenti in misura maggiore sono Pfoa e Pfos (le sostanze più vecchia produzione da parte della fabbrica ritenuta da Arpav origine della contaminazione, la Miteni Spa di Trissino) ma anche Pfhxs e Pna, che sono più recenti. Pfoa e Pfhxs hanno valori quasi doppi nella fascia A rispetto a quella B, mentre le differenze sono più contenute per quanto riguarda il Pfos. In tutti i casi i livelli, che sono per alcune sostanze i più alti mai riscontrati al mondo, sono nettamente più elevati nei maschi che nelle femmine. Per quanto riguarda Pfoa e Pfhxs di oltre il cento per cento, mentre per il Pfos i numeri sono più vicini. Quanto ai valori risultati fuori norma dalle analisi del sangue, alle quali viene abbinato un questionario sulle abitudini e i fattori di rischio, il 31 per cento degli esaminati presenta colesterolo totale troppo alto; quasi il 25 per cento ha la stessa situazione per il cosiddetto colesterolo cattivo. Più del 19 per cento segnala problemi di filtrazione dei reni e più dell’11 per cento ha trigliceridi alti. COLESTEROLO Quello del colesterolo risulta essere quindi il problema più rilevante. Si tratta di una situazione che diventa sempre più forte man mano che cresce l’età delle persone controllate, probabilmente perché è legata al tempo di esposizione alla contaminazione. Pur facendo le debite proporzioni, va detto che la presenza di valori fuori norma si ritrova anche nei bambini di 10 e 11 anni. Finora il 56 per cento di bambini di questa età si è sottoposto alle analisi e quasi nel 12 per cento dei casi si è riscontrato colesterolo alto; l’11 per cento vive questa situazione per il colesterolo cattivo e oltre l’8 per cento mostra l’esistenza di possibili problemi renali. La situazione è poco tranquillizzante. Finora sono ben 16.400 le persone che hanno avuto accesso al secondo livello dello screening, che prevede visite e controlli più approfonditi. In questo caso però i risultati sono sono parziali e relativi solo al vicentino: più dell’80 per cento ha mostrato di non avere problemi cardiologici, cosa che si temeva per il 26 per cento degli analizzati, ma non mancano coloro i quali hanno scoperto di avere patologie, in particolare legate al ciclo del colesterolo, alla pressione e all’apparato urinario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Fiorin
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