16 settembre 2019

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08.08.2019

Più raffiche di vento che pioggia

Un evento meteo da ricordare, quello della tarda serata di martedì. Tutto è dipeso da una singolare congiuntura meteo che vede da giorni il nord Italia - segnatamente la parte alta della Valpadana - sulla linea di confine tra le correnti africane e quelle occidentali oceaniche, più fresche e instabili. Su questo canale, surriscaldato dal sole del giorno, si sono inserite infiltrazioni di aria più fresca dalla Francia, quanto basta per interagire con il suolo caldo umido dell’area padana generando temporali in movimento dalle valli bergamasche (dove sono caduti più di 100 millimetri d’acqua in due ore) verso il Veneto. Tutto è accaduto in meno di mezz’ora. Anticipato da una spettacolare tempesta magnetica proprio su Verona città, con fulmini quasi esclusivamente tra una nube e l’altra, un breve ma intenso nubifragio ha pesantemente colpito l’area pedemontana della provincia, soprattutto l’entroterra gardesano e il Villafranchese. Qui sono caduti non meno di 30 millimetri di pioggia in meno di 30 minuti, una quantità pari al 40% della media dell’intero mese di agosto. Più che la pioggia ha destato clamore il vento. La zona più colpita è stata sicuramente la costa gardesana tra Lazise e Bardolino, la prima della provincia a fare i conti con il nubifragio in arrivo dal Bresciano. A giudicare dai dati delle stazioni meteo amatoriali del Basso Garda e dell’entroterra (raffiche fino a 93 km/h a Pastrengo), il vento è stato davvero notevole, con raffiche vicine ai 100 chilometri all’ora. Non si è trattato tuttavia di una tromba d’aria, un fenomeno fortunatamente raro e distruttivo visibile per la caratteristica forma a imbuto scuro ed esteso tra la base del cumulonembo e il terreno. Ancora una volta si è trattato del cosiddetto «vento di groppo». È un vento legato ai temporali: in pratica, l’aria fredda che accompagna il fronte freddo precipita dalle alte quote al suolo sollevando l’aria calda e umida - molto più leggera - generando raffiche molto violente e soprattutto improvvise. Si spiegano quindi gli alberi sradicati di Cisano. Il Veronese ha vissuto anche il secondo terzo grandinigeno più serio dell’estate. Il villafranchese e Verona città sono stati colpiti da biglie di ghiaccio fino a tre millimetri di diametro che hanno creato danni all’agricoltura, stavolta anche a sud di Verona verso Bovolone. Meno colpito l’Est veronese. Impressionante la tempesta di fulmini. D’altra parte, in un anno il veronese ne riceve da quattro a cinque per chilometro quadrato. L’area tra Vicenza, Padova e Treviso è probabilmente la zona più temporalesca d’Europa. Ora il tempo migliora rapidamente e promette tanto sole e temperature in salita. Da sabato e fino a martedì ennesima ondata di caldo africano, con temperature anche superiori ai 35 gradi. •

AL. AZ.
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