25 agosto 2019

Provincia

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

13.07.2019

Il Veronese è maglia nera per reati contro animali e discariche abusive

Un gheppio ferito a fucilate dai bracconieri nel Veronese
Un gheppio ferito a fucilate dai bracconieri nel Veronese

La provincia di Verona detiene un ben poco edificante primato, quello dei reati accertati contro gli animali, ed è al secondo posto per le illegalità riguardanti la gestione dei rifiuti. Lo constata il dossier Ecomafia 2019 che è stato stilato da Legambiente, mettendo assieme i dati sulle attività illegali di tipo ambientale rilevate dalle forze dell’ordine lo scorso anno. Il Veronese, secondo tale rapporto, è il territorio in cui è stato compiuto il maggior numero di malefatte sugli animali che vivono sulla terraferma. Nella provincia scaligera i reati accertati sono stati 52 dei 172 registrati in totale in Veneto; a Venezia, dove ci sono anche stati due sequestri, sono invece stati 50 e a Vicenza 26. «Il problema è che questi dati rappresentano solo la piccola punta di un probabilmente grandissimo iceberg», precisa Antonino Morabito, che è il responsabile nazionale di Legambiente per quanto riguarda fauna e benessere animale. «I reati contro gli animali, essendo soggetti solo a sanzioni, non sempre vengono rilevati e alcune pratiche poco corrette, specialmente quando si parla delle attività venatorie, sono a volte considerate quasi regolari», spiega Morabito. Secondo quanto riferisce l’esponente di Legambiente, nel Veronese, come in tutto il Veneto, i reati riguardanti la fauna si possono principalmente ricondurre a tre tipologie: il bracconaggio, le macellazioni irregolari e i maltrattamenti. Di fatto, però, sono proprio le catture non regolari il problema di maggiore rilievo. Un problema che non sempre, però, si traduce in verbalizzazioni. «L’esempio più evidente di questa scarsità di azioni lo si vede per quanto riguarda i risultati dell’azione di contrasto alla cattura dei passeriformi selvatici (si tratta di uccelli non cacciabili, ma che costituiscono la base di piatti considerati prelibati, ndr) che è prevista in disposizioni riguardanti il territorio fra le regioni Lombardia e Veneto», continua Morabito. «A Brescia, giusto per citare una delle province in cui tali controlli vengono effettuati con costanza, i reati accertati sono tre volte di più rispetto a quelli segnalati nel Veronese; evidentemente non si tratta di una situazione dovuta al caso». Come si diceva, però, quella degli illeciti riguardanti gli animali non è l’unica situazione negativa riguardante la nostra provincia. Per quanto riguarda il cosiddetto ciclo illegale del cemento-che comprende i reati legati alle costruzioni come alle cave, per i quali l’intero Veneto è la sesta regione italiana quanto a numeri di abusi-Verona si trova al sesto posto fra le province venete, seguita solo da Padova. Numeri meno positivi, invece, sono quelli relativi alla cattiva gestione degli scarti. Ovvero, per citare le situazioni più diffuse, per i trattamenti e gli smaltimenti scorretti o le discariche abusive. Il ciclo illegale dei rifiuti è un settore in crescita di anno in anno su tutto il territorio nazionale. Nel 2018 a questo traffico è risultato riconducibile il 28,4 per cento del totale dei reati contro l’ambiente. Nella nostra regione lo scorso anno le infrazioni accertate sono state 240, 273 le denunce, 2 gli arresti e 90 i sequestri. Il primo posto di questa triste graduatoria è andato alla provincia di Treviso, con oltre un quarto delle infrazioni accertate, 35. Verona ha ottenuto la piazza d’onore, si fa ovviamente per dire, con 24 infrazioni, lo 0,5% di quelle di tutta Italia, 25 denunce e 17 arresti. «Numeri che sono certo il frutto dell’intensa attività delle forze dell’ordine e delle istituzioni deputate ai controlli, ma che comunque attestano l’esistenza di un fenomeno dall’entità preoccupante», commenta Luigi Lazzaro, il presidente di Legambiente Veneto.

Luca Fiorin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo le dimissioni del premier Conte, si è aperta la crisi di governo. Secondo voi, cosa è meglio fare?
ok

Spettacoli

Sport