05 luglio 2020

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29.05.2020

I disagi psicologici sono strascichi di pandemia

Il direttore Pietro Girardi
Il direttore Pietro Girardi

La pandemia da Covid finirà per avere conseguenze dal punto di vista psicologico anche in futuro. A dirlo sono gli esiti di un servizio di supporto che l'Ulss 9 Scaligera ha attivato proprio per affrontare i problemi psichici dovuti all'emergenza sanitaria. «Si tratta di situazioni i cui effetti li verificheremo probabilmente nei prossimi anni, ma che necessitavano di risposte immediate», spiega Pietro Girardi, il direttore generale dell'azienda. «L'attività ordinaria sarebbe comunque andata avanti, anche se a distanza, ma c'era una parte della popolazione che non era già seguita e necessitava di essere aiutata, con ascolto e presa in carico», racconta Maria Scudellari, la responsabile dell'Unità operativa Infanzia, adolescenza e famiglia dell'Asl. Così, dopo un breve periodo di formazione, alla fine di marzo è entrato in funzione un centro straordinario che era composto da un nutrito gruppo di psicologi e che cesserà di operare oggi, in seguito al completo ripristino dei servizi che erano attivi prima del diffondersi del coronavirus. L'iniziativa si svolgeva su due livelli. Il primo, di triage, era attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, ed era formato da 12 psicologi. Al secondo livello, di presa in carico, hanno invece aderito 30 professionisti, disponibili per 8 ore al giorno a sentire via telefono le persone che erano state segnalate loro dal primo livello. «Ad usufruire di questo servizio sono state 90 persone, per due terzi adulti», spiega Marco Valentini, il coordinatore. 60 di costoro sono stati inviati al secondo livello, dove sono state seguiti con 293 colloqui telefonici. I problemi più diffusi, che riguardavano la metà delle persone seguite, sono gli stati d'ansia, gli attacchi di panico e l'insicurezza dovuti alla paura di essere contagiati dal virus. Altre situazioni rilevanti sono le depressioni dovute alla solitudine, ai problemi economici ed ai lutti. «Abbiamo affrontato situazioni di chiara difficoltà, come quella della signora che, al ritorno del marito da una degenza in ospedale per Covid del marito, non sapeva come spiegargli che nel frattempo gli era morto il padre della stessa malattia», ha raccontato Valentini. Nel periodo della pandemia, però, c'è anche stato l'affinamento di un altro servizio, quello della traduzione via telefono che è a disposizione degli stranieri 24 ore su 24 per quanto riguarda la comunicazione di dati e sintomi di malattie. Si è arrivati a garantire la presenza di interpreti in grado di tradurre in ben 100 idiomi, fra lingue e dialetti. •

Luca Fiorin
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