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04.12.2019

Frasi razziste in campo, condanna unanime

Bambini in campo
Bambini in campo

Non è passato inosservato il caso di domenica al campo di calcio di Castelnuovo del Garda, che ha toccato con i suoi risvolti razzisti ragazzi non ancora diciassettenni, impegnati in una partita di campionato. Tutto il mondo del calcio, nelle sue articolazioni regionale e provinciale, ha iniziato a prendere le distanze da episodi come quello che ha colpito l’attaccante del Peschiera Calcio, di cui sugli spalti riservati al pubblico due persone commentavano la prestazione utilizzando frasi denigratorie, facendo riferimento al colore della pelle. «Ho appreso la notizia ma al momento non ho ancora gli atti e desidero esprimermi quando avrò conoscenza effettiva della cosa», commenta Giuseppe Ruzza presidente, della Figc (Federazione italiana gioco calcio) Veneto. «Ho già chiamato la delegazione di Verona perché mi faccia avere tutto. Per il momento non posso esprimermi su quanto dichiarato dalla mamma del ragazzo e da altri che hanno sentito». «Se fosse vero, senza se e senza ma», sottolinea Ruzza, «questi sono episodi che vanno condannati con forza. Sono una persona molto attenta a questo, la nostra storia e i nostri progetti sono fatti proprio per l’integrazione assoluta senza distinzioni di sesso, razza, religione. Per anni abbiamo lavorato alle carceri minorili di Treviso, abbiamo una squadra che partecipa ai campionati dal carcere Due Palazzi di Padova. Un altro progetto fatto è: Gioco anche io. Imparo la lingua italiana attraverso il gioco del calcio, premiato dall’Uefa. Voglio vedere come sono andate le situazioni, perché oggi c’è quasi la tendenza ad apparire per episodi che poi si sono rivelati meno gravi di quello che era stato paventato dai giornali. Il gioco del calcio, che a volte è bistrattato, assicura l’inclusione più di altri sport. Cerco sempre di basarmi su fatti reali e razionali, senza farmi trasportare dal pathos. È normale che siano atti da condannare». Quello che rende ancora più grave l’episodio di domenica è che non è isolato. Solo il giorno prima, a pochi chilometri di distanza, due papà si sono messi a litigare forte in tribuna durante la partita dei figli, bambini di nove anni appartenenti ai team Santa Lucia Golosine e Cadidavid. È stato estratto anche un coltello. È scattata la denuncia. Claudio Prando, delegato veronese Figc raggiunto da entrambe le notizie mentre era all’estero, afferma riferendosi in particolare ai commenti di Castelnuovo: «È un evento assolutamente da condannare, parliamo di un settore giovanile. Questo dà dimostrazione del fatto che esistono ancora pochi, credo, residui di questo tipo di razzismo o comportamento antisportivo. In fin dei conti parliamo del gioco del calcio, dove tutti dovrebbero andare al campo a divertirsi. Invece siamo ancora qui a fare illazioni sul colore della pelle di un ragazzo. La delegazione di Verona non concede sconti per questi comportamenti». Prando prosegue: «Noi a Verona siamo già, purtroppo, nell’occhio del ciclone per le vicende note, quindi andare a ricalcare ed emulare a livello dilettantistico e ancora peggio nel settore giovanile, fa solo male al calcio». Poi entra nel merito di quanto accaduto sul campo dei più piccoli sabato. «Un genitore ha estratto un coltello durante la partita. È gravissimo. Questi comportamenti fanno pensare che stiamo andando in declino. Invece di riprendere i comportamenti positivi eliminando qualsiasi atto di razzismo, mi sembra ci sia un reiterare con piccoli gesti che però si manifestano con maggior frequenza rispetto a una volta». Prando condivide appieno il gesto di solidarietà del presidente del Peschiera Calcio, Umberto Chincarini, che domenica farà scendere in campo con delle maglie nere a tutti i giocatori, simbolo di vicinanza al ragazzo colpito dai commenti delle due persone dagli spalti del campo di calcio di Castelnuovo del Garda. L’evento di Santa Lucia si è invece concluso con la denuncia a piede libero di un uomo del 1981. «Durante una partita dei pulcini 2010 c’è stato uno scontro di gioco», ricostruisce Marco Zucchetti, collaboratore attività di base della Figc. «In quel frangente un bambino, figlio di un albanese, è caduto e il padre ha urlato all’arbitro di fischiare il fallo. A rispondere all’uomo è stato un altro genitore, un uomo di colore che gli ha detto: Fallo mangiare di più, così non cade più. Da lì è nato un parapiglia, non so di preciso cosa si siano detti, ma da quello che mi hanno riferito, l’uomo di colore ha spinto l’albanese, che ha tirato fuori un coltello. L’altro papà ha chiamato la polizia, che è arrivata. So che si accusavano di razzismo tra loro. La bravura dei dirigenti è stata quella di far proseguire il gioco, in modo che i bambini non si accorgessero di quanto stava avvenendo. Il fatto è molto grave, spero non si ripeta, non mi era ancora successa una cosa del genere». Da quanto emerso, i due padri si sono scontrati arrivando anche alle minacce da parte dell’albanese, così come hanno sostenuto alcuni testimoni oculari. Ecco perché, intervenuti gli agenti delle volanti della questura scaligera, l’uomo è stato denunciato a piede libero per minaccia aggravata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adele Oriana Orlando
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