26 giugno 2019

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21.04.2019

Esce di strada, morto a un chilometro da casa

Il «pick-up» Ford Ranger durante le operazioni di recupero da parte dei Vigili del Fuoco FOTOSERVIZIO AMATOL’automezzo è finito tra gli olivi dopo essersi ribaltato più volteI Vigili del Fuoco accanto alla salma di Romano Anselmi, 59 anni
Il «pick-up» Ford Ranger durante le operazioni di recupero da parte dei Vigili del Fuoco FOTOSERVIZIO AMATOL’automezzo è finito tra gli olivi dopo essersi ribaltato più volteI Vigili del Fuoco accanto alla salma di Romano Anselmi, 59 anni

Una traccia di pneumatici. Ancora fresca nella poca erba sul ciglio della provinciale 37b che scende da Postuman a Mezzane di Sotto. Un centinaio di metri più avanti e una decina più in basso, tra gli olivi, spicca la carcassa della Ford Ranger, un «pick-up». Accanto c’è il corpo di Romano Anselmi, 59 anni, vittima di un’uscita di strada senza scampo. Il mezzo, spiega la Polizia locale dell’Unione Comuni dell’Est Veronese comandata da Giovanni Reginato, si è ribaltato più volte e il conducente è stato sbalzato all’esterno, finendo in parte travolto dal mezzo. All’arrivo dei soccorsi, elicottero e autoambulanza del Suem 118 «Verona Emergenza», ai sanitari non è rimasto che constatare la morte dell’uomo, residente a Mezzane. Sul posto i Carabinieri della stazione di San Martino Buon Albergo, impegnati nel mettere in sicurezza la circolazione, rimasta comunque bloccata per oltre due ore in entrambi i sensi e i Vigili del Fuoco, per il recupero della vittima e la rimozione dell’auto, resa difficile dalla pendenza della scarpata e dalla posizione, in mezzo all’oliveto. Gli agenti spiegano come, secondo alcune testimonianze raccolte, nell’abitacolo del mezzo vi sarebbe stato anche un cane: di cui, al momento, non si trova però traccia. Le cause di quella che le forze dell’ordine concordano essere stata un’uscita di strada, senza coinvolgimento di altri mezzi, sono tuttora al vaglio degli agenti della Locale dei Comuni dell’Est, i quali hanno raccolto le testimonianze di diversi amici e alcuni parenti della vittima, arrivati sul posto poco dopo l’incidente. Il ventaglio delle ipotesi, a indagini appena avviate, include «la velocità al momento della fuoriuscita di strada». Non viene esclusa l’ipotesi del malore e resta da accertare, sulla scorta dei rilievi, se la vittima avesse o meno allacciate le cinture di sicurezza. Il tratto di provinciale in cui è avvenuta la disgrazia è un rettilineo in discesa, all’uscita di una curva. Romano Anselmi lo stava percorrendo in direzione della propria abitazione, già visibile in basso, a poco più di un chilometro, accanto a un cipresso. «Il pick-up l’aveva ritirato solamente ieri», commenta Luca, uno dei molti conoscenti accorsi sul posto. Secondo le testimonianze rese alla Polizia locale Anselmi, fino a pochi minuti prima dell’incidente, era con alcuni amici a sistemare le bottiglie in una cantina nelle vicinanze. Li aveva salutati e si era diretto verso casa. Nessuno ha parole: «Si vede che quando il destino chiama non c’è una via d’uscita...». Romano viveva solo, aveva perso il fratello. Il suo passato lavorativo più recente era legato all’attività di un vivaio della zona. «Lo conoscevamo tutti, una persona solare che non si arrabbiava mai e che sapeva tenere insieme una compagnia», ricorda un’amica. Uguali le parole di Luca, pronunciate scuotendo la testa mentre la salma viene portata via: «Un uomo buono, con tutti...». I Vigili del fuoco completano un intervento particolarmente complesso, le forze dell’ordine si preparano a riaprire la strada. Molti automobilisti, nelle ore di chiusura al traffico, hanno comunque invertito la marcia e scelto di percorrere altre strade collinari. Mentre cala il buio restano le tracce sull’erba e alcuni interrogativi che saranno sciolti. In basso c’è quella casa sotto il cipresso, già sul fondo della vallata, che sembrava ormai tanto vicina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Mozzo
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