21 settembre 2020

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12.01.2020

Ca’ del Bue, i sindaci:
«Vogliamo risposte:
la salute è a rischio?»

Risposta a ranghi compatti delle tre amministrazioni comunali di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio, sul fronte del «revamping» dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Ca’ del Bue, cioè il progetto che ne prevede la ristrutturazione di alcune sezioni.

Ieri alle 12 i sindaci dei tre comuni si sono dati appuntamento alla passerella Enel della diga sull’Adige nelle vicinanze del parco di Pontoncello per illustrare le osservazioni al progetto Agsm presentato in Regione.

I tre Comuni chiedono una nuova valutazione di impatto ambientale (Via) per far emergere le condizioni di rischio sia per il territorio che per la popolazione.

 

«RICADUTE PER LA SALUTE»

La delibera dice: «I comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio, pur rilevando con soddisfazione l’abbandono di ogni progettualità sull’incenerimento dei rifiuti, osservano che il progetto definitivo comporta una modifica sostanziale all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) approvata con deliberazione della Regione Veneto del 2016». Inoltre, nel testo concordato si legge: «Tale variazione sostanziale è necessaria in quanto è prevista dal progetto la sostituzione di tutti i macchinari oggi esistenti nonché la modifica dell’attuale ciclo di lavorazione con l’approntamento di un nuovo sistema di trattamento di specifiche frazioni di rifiuti con recupero di energia».

Secondo i tre comuni, questa attività produrrà ricadute sensibili sui territori limitrofi all’impianto sia sulle matrici ambientali (aumentando l’inquinamento) che sulla popolazione (rischi specifici di tipo sanitario). I tre comuni segnalano come il nuovo assetto produttivo determinerà un aumento del traffico pesante, nonché possibili emissioni di odori «trattate sommariamente nella documentazione pubblicata».

Di qui la decisione dei tre enti di avanzare alla Regione richiesta di assoggettare a valutazione d’impatto ambientale l’intervento progettato da Agsm.

 

«SERVE PIU' CHIAREZZA»

«Siamo soddisfatti dell’abbandono definitivo del progetto inceneritore di rifiuti. Tuttavia, anche la nuova progettualità, che prevede trattamento rifiuti e produzione di bio metano, comporta una modifica all’Aia e può determinare ricadute sensibili, a partire dall’aumento sostanziale del traffico pesante nei nostri Comuni e nei territori limitrofi» spiega il sindaco di San Martino Buon Albergo, Franco De Santi. «Non è tutto», continua Attilio Gastaldello, sindaco di San Giovanni Lupatoto, «dagli studi prodotti da professionisti da noi incaricati abbiamo verificato che le analisi di progetto depositate in Regione non sono sufficienti a escludere un aumento dell’inquinamento dovuto all’impianto produttivo di bio metano con conseguenti rischi per la salute. Serve maggiore chiarezza che può essere garantita solo dagli strumenti di valutazione ambientale che la legge mette a disposizione».

«Oggi più che mai, i temi relativi alla tutela ambientale sono all’ordine del giorno. Per questo motivo chiediamo con forza che si avviino tutte le indagini e gli approfondimenti che sono necessari e obbligatori per chiarire se il progetto possa avere conseguenze, anche minime, sull’ambiente e sulla salute dei nostri concittadini» conclude Diego Ruzza, sindaco di Zevio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Renzo Gastaldo
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