20 settembre 2020

Provincia

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31.07.2020

Bonometti e Caldana in Giunta provinciale

Roberto Bonometti  e Pino Caldana
Roberto Bonometti e Pino Caldana

Sono un sindaco ed un rappresentante della minoranza nel proprio Comune i due consiglieri che da mercoledì fanno parte della maggioranza allargata della Provincia. Roberto Bonometti, il primo cittadino di Affi, e Pino Caldana, consigliere di opposizione a Castel d’Azzano, da questa settimana sono ufficialmente nella stanza dei bottoni dell’ente intermedio. Ai due politici, infatti, il presidente Manuel Scalzotto ha assegnato alcune deleghe, con una scelta che ha un chiaro sapore politico. La presenza di Bonometti e Caldana nel novero dei consiglieri delegati, infatti, sancisce formalmente l’ingresso di Forza Italia nella maggioranza, che era formata da rappresentanti della Lega e dei Fratelli d’Italia, che sostiene la presidenza del leghista Scalzotto, sindaco di Cologna. Tecnicamente, a dire il vero, non sarebbe corretto parlare di maggioranza ed opposizione per quanto riguarda il consiglio provinciale, composto solo da amministratori comunali, ma sta di fatto che dei 16 consiglieri in carica ora sono ben 12 quelli con deleghe, tutti quelli dei partiti del centro-destra, e solo 4, di cui 3 di area Pd, quelli che invece non hanno materie da seguire. Un fatto che, comunque, non preclude che spesso le scelte siano condivise. Non è un caso che mercoledì pomeriggio, nell’annunciare la nuova ripartizione delle deleghe, il presidente abbia sottolineato che sinora «le differenze sono state espresse con educazione e pacatezza», augurandosi che questo modo di agire continui a venire portato avanti da tutti anche in futuro. «Quello del consigliere provinciale è un ruolo, espressione di un impegno civico (non sono infatti previste indennità di carica, ndr) ma, nonostante questo, è da qualche tempo poco considerato», ha continuato Scalzotto. Il presidente, comunque, ha sottolineato la sua convinzione che si stia andando verso una riforma che dovrebbe ridare dignità all’ente intermedio. Di questo, in effetti, si è parlato negli scorsi mesi a Roma, sulla scorta, anche, di una richiesta di modifica della regolamentazione fatta dall’Unione province italiane. •

LU.FI.
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