25 agosto 2019

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04.07.2019

Barriere sul Guà per fermare l’acqua piena di tensioattivi

L’intervento sul Guà a Zimella:  la schiuma bianca è provocata dalle sostanze immesse nell’acqua per scomporre le molecole degli idrocarburi e neutralizzarne gli effetti nocivi   DIENNEFOTOVertice con il prefetto a Cologna VenetaI vigili del fuoco al lavoro
L’intervento sul Guà a Zimella: la schiuma bianca è provocata dalle sostanze immesse nell’acqua per scomporre le molecole degli idrocarburi e neutralizzarne gli effetti nocivi DIENNEFOTOVertice con il prefetto a Cologna VenetaI vigili del fuoco al lavoro

Ci vorranno altre 48 ore perché rientri l’emergenza. Le ultime sono state ore di apprensione, pianificazione e surplus di lavoro per amministratori, volontari di Protezione civile e vigili del fuoco dei Comuni veronesi di Zimella e Cologna e del vicino Comune vicentino di Lonigo per contrastare l’inquinamento delle acque di torrenti e canali irrigui a seguito dello spegnimento dell’incendio alla «Isello Vernici» di Brendola, avvenuto lunedì scorso. Grazie alla direzione dei venti, lunedì le popolazioni del Basso ed Est veronese erano riuscite fortunatamente a scansare gli effetti della nube nera sprigionatasi dal rogo, tuttavia nulla hanno potuto contro la «forza tranquilla» dell’acqua di spegnimento dell’incendio, un’ondata ricca di solventi e tensioattivi che dall’Ovest vicentino è scesa negli ultimi tre giorni in direzione Lonigo e ha iniziato a lambire i confini della provincia scaligera. Nonostante gli sforzi degli operatori dell’Arpav e delle ditte incaricate dal Comune di Brendola di arginare l’inquinamento dei corpi idrici e raccogliere nelle autocisterne le acque reflue, i temporali di martedì sera hanno fatto saltare le protezioni installate nel fossato che scorre accanto all’azienda incendiata e hanno permesso a idrocarburi e altri composti chimici di riversarsi prima nel fiumicello Brendola e poi nel fiume Guà. Alle 21 di martedì è scattata l’allerta generale per i sindaci dell’Adige Guà. A Lonigo l’acqua del torrente Guà rivelava la presenza di schiume maleodoranti e centinaia di pesci morti; bisognava trovare il modo di fermare rapidamente l’onda contaminata prima che finisse nell’ampia rete di scoli irrigui della Bassa veronese. Mentre l’amministrazione di Lonigo cercava di affrontare il problema con sbarramenti a monte, i sindaci di Cologna e Zimella Manuel Scalzotto e Sonia Biasin, i gruppi di protezione civile di Cologna e Pressana (in aiuto a Zimella che fa parte dell’Unione Adige Guà ma non ha un proprio gruppo comunale di protezione civile) e i vigili del fuoco di Verona hanno lavorato dalle 22 di martedì fino alle 2.30 di mercoledì per approntare uno sbarramento all’altezza del ponte di ferro di Zimella, salvando di conseguenza anche i Comuni veronesi più a sud, bagnati dal fiume Guà: Cologna, Pressana e Roveredo. Non appena il materiale antinquinamento è arrivato da Castelnuovo del Garda, volontari e vigili del fuoco hanno sistemato due sbarramenti di panne galleggianti (quelle comunemente chiamate salsicciotti) per assorbire le sostanze tossiche presenti nel torrente in corrispondenza del ponte di ferro di Zimella e uno sbarramento affondante più a sud, in corrispondenza dei vecchi mulini sul Guà. Successivamente il fiume è stato irrorato con un composto naturale che agisce come disgregante e scompone le molecole degli idrocarburi neutralizzandone gli effetti nocivi. Per tutta la notte tra martedì e ieri sono continuate le operazioni di monitoraggio del Guà. Ieri mattina il Consorzio Alta pianura veneta ha provveduto a pulire gli argini per permettere ai vigili del fuoco di scendere più agevolmente lungo le sponde per controllare le panne assorbenti. Qualche volontario di Protezione civile lamentava lo «scarso coordinamento con il gruppo del vicino Comune di Lonigo» e la «mancanza di dialogo» fra le due Province, in un momento in cui «sarebbe necessario lavorare a stretto contatto». Anche la sindaco Biasin avrebbe voluto «maggiore tempestività nella comunicazione del rischio, onde evitare di trovarsi ad affrontare in piena notte e con scarsa visibilità un’emergenza che poteva essere prevista». Ieri mattina i sindaci coinvolti e il presidente della Provincia Scalzotto sono stati convocati in prefettura a Verona per riferire le ultime novità e pianificare gli interventi da attuare. Nel primo pomeriggio il Nucleo speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco è sceso con il gommone nel Guà a Zimella per controllare gli sbarramenti e porre un’ulteriore diga di sacchi di sabbia a valle, in grado di fermare l’acqua inquinata che dovrà poi essere bonificata. Alle 17 vertice nella sede della Protezione civile di Cologna, con il commissario regionale Nicola Dell’Acqua e il prefetto di Verona Donato Cafagna: si è deciso di continuare a pescare acqua dall’invaso per trattarla e rilasciarla poi ripulita. Verrà inoltre richiesto un maggiore apporto di acqua pulita dal Leb per diluire quella in uscita dal Guà. Nei Comuni di Cologna e Zimella inoltre sono stati attivati i Centri operativi comunali (COC), centri di coordinamento delle operazioni di protezione civile in fase di emergenza, presieduti dai sindaci, che stabiliscono compiti e attività da effettuare secondo le procedure operative del Piano comunale di protezione civile. Entrambi i Comuni, come anche Pressana e Roveredo, hanno infine emesso un’ordinanza a salvaguardia della pubblica incolumità e della tutela della salute pubblica in cui è imposto il divieto temporaneo di pesca, prelievo e di utilizzo dell’acqua a scopo irriguo e di allevamento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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