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20.11.2010

Parcheggi e negozi vicino al Catullo

Parcheggio per le auto davanti all'aeroporto Catullo. FOTO DIENNE
Parcheggio per le auto davanti all'aeroporto Catullo. FOTO DIENNE

Villafranca. Ci sono due aree, di quasi 70 mila metri quadrati ciascuna, vicine all'aeroporto, pronte a ospitare parcheggi e centri direzionali e commerciali. Le nuove strutture sono previste nel piano particolareggiato in corso di valutazione da parte del Comune e della società Catullo, che gestisce lo scalo aereo. Prima che il progetto prenda quota, servirà tuttavia il parere favorevole dell'Enac, l'Ente nazionale dell'aviazione civile. Gli incartamenti verranno trasmessi all'organismo che ha sede a Roma entro la fine dell'anno, assieme al piano di sviluppo dell'aeroporto villafranchese. I due terreni che verranno edificati, e di cui si è discusso nei mesi scorsi pure in Consiglio comunale, si trovano, rispettivamente, davanti al terminal e di fianco allo scalo, vicino al parcheggio degli aeromobili in direzione di Caluri.
Già da tempo la destinazione urbanistica prevede che in entrambe le aree possano sorgere strutture a servizio dello scalo. «Anche se le due zone venissero adibite a spazi commerciali», ha precisato il sindaco Mario Faccioli, «le attività dei negozi che vi sorgeranno dovranno essere strettamente funzionali e connesse all'aeroporto». Per le aree di fronte al terminal l'amministrazione sta discutendo la predisposizione del nuovo piano particolareggiato, essendo decaduto quello precedente. La concertazione si estenderà anche al Piano di assetto del territorio (Pat), che sostituirà il piano regolatore e riguarderà, in generale, tutte le zone individuate per i servizi dell'aeroporto. «Nella prima delle due aree, quella al di là della tangenziale, potranno essere allestiti parcheggi scambiatori», ha rimarcato il sindaco, «e la progettazione dovrà essere adattata alla previsione della metropolitana di superficie, che collegherà l'aerostazione con Verona e Villafranca. E potranno esserci spazi direzionali e commerciali. Il masterplan, ovvero il piano per la gestione dell'area, deve essere elaborato». Anche sul lotto verso Calzoni, confinante con lo scalo aereo, potrà sorgere un complesso a posteggi, uffici e negozi, «ma qui tutto è ancora da valutare», ha precisato Faccioli. Poi ha promesso: «Il nostro compito sarà quello di valutare tutte le opportunità di sviluppo, nel rispetto dell'ambito urbanistico. Faremo in modo che venga salvaguardato il centro di Dossobuono. Poiché il nostro aeroporto non deve creare dissesti nel territorio, ma trasformarsi in una opportunità lavorativa».
Il primo cittadino, sul piano particolareggiato, ha aggiunto: «Ultimamente la società che gestisce lo scalo ha inserito tra i propri obiettivi lo sviluppo dei voli low cost, cioè a basso costo. Per questo nella previsione fatta c'è l'incremento dei parcheggi».
Il sindaco non ha dimenticato le discussioni in atto per risolvere, visto lo sviluppo futuro del Catullo, i problemi viabilistici. «Stiamo attuando una serie di conferenze di servizi», ha puntualizzato, «poiché sono previsti 15 milioni di euro, finanziati dall'Autobrennero, per il casello dedicato all'aeroporto. Ho già fissato un incontro informale per dare la possibilità alla società autostradale di individuare l'area su cui realizzerà lo svincolo: la competenza è dell'A22, della Provincia e del Comune». Infine, sui tempi di presentazione dei piani di sviluppo aeroportuali ad Enac per la validazione, afferma: «Entro la fine di dicembre penso che si possano inviare gli incartamenti a Roma ed aspettare, quindi, il via libera definitivo».
Il piano di edificazione delle due aree adiacenti all'aeroporto venne discusso, tra i programmi dell'amministrazione, pure nel Consiglio comunale dello scorso settembre.
Graziano Tovo, esponente del partito democratico, in assemblea disse: «La predisposizione del nuovo piano particolareggiato che sostituirà quello decaduto, e la concertazione nell'ambito del Pat, sono cose che andrebbero affrontate con una linea di indirizzo dell'organo politico, che è il Consiglio comunale. Questa dovrebbe essere una metodologia per la valorizzazione dell'assemblea e non per la sua penalizzazione. Altrimenti quando il Consiglio si troverà di fronte a scelte già adottate, non potrà fare altro che accettarle o respingerle».

Fabio Tomelleri
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