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06.01.2012

Nell'elenco dei sindaci c'è la storia del paese


 L'assessore Vesentini accanto alla targa dei sindaci FOTO AMATO
L'assessore Vesentini accanto alla targa dei sindaci FOTO AMATO

E' servita una lunga ricerca d'archivio durata mesi, ma alla fine l'amministrazione comunale è riuscita a recuperare i nomi di tutti i sindaci caldieresi a partire dal 1866. E' il regalo che la giunta Molinaroli ha fatto e lascerà in municipio, a ricordo del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Appena fuori dall'ufficio del primo cittadino, è stata apposta una targa di 40 centimetri per 80, in lamiera dorata, con incisi i nomi di coloro che hanno guidato il Comune di Caldiero, gli anni di mandato e la carica ricoperta da ciascuno.
Oltre ai sindaci infatti, vengono riportati nell'elenco anche i nomi dei podestà, dei commissari prefettizi e gli assessori che hanno assolto alla funzione di sindaco. In alto sono riportati lo stemma comunale, la bandiera italiana e l'emblema del 150° anniversario.
«Sono una quarantina i caldieresi che, in occasione dei 150 anni dell'Italia (anche se Caldiero entrò con il Veneto nel Regno solo nel 1866, ndr), rimarranno iscritti pubblicamente nel palazzo municipale per le future generazioni», spiega l'assessore Giovanni Vesentini, che ha il merito di aver avuto l'idea di questa iniziativa e l'ha portata avanti fino al suo compimento.
«E' stata necessaria un'accurata ricerca che hanno condotto con pazienza e perizia i dipendenti dell'ufficio anagrafe e dell'ufficio segreteria, lavorando sia nell'archivio comunale che in quello della Prefettura», ricorda Vesentini, «ricerca che è durata mesi e che si è conclusa a novembre».
Tra gli altri nomi, emergono quelli del conte Carlo Pellegrini, primo sindaco dopo la fine del Regno Lombardo – Veneto e l'entrata nel Regno d'Italia di Caldiero e quello del conte Giuliano Da Prato, suo successore. Sperandio Ruffo tenne le redini del paese a più riprese, tra il 1872 e il 1887. Si alternarono poi alla guida del Comune tra il 1902 e il 1915, Narciso Turco e il conte Arturo Da Prato, benefattore che lasciò assieme alla moglie Eloisa Monti, sostanze e beni immobiliari per dar vita all'Opera Pia Da Prato. Due brevi mandati per Paolo Fiorini, tra il 1920 e il '22.
Dario Turco fu il podestà nel ventennio fascista (1926 – 1945) mentre i primi sindaci della Caldiero repubblicana furono Luigi Carcereri e Luigi Dusi. Dal 1948 al 1975 rimase ininterrottamente a guidare il paese il sindaco per antonomasia a Caldiero, Olinto Marcolungo, primo cittadino democristiano al quale è intitolata la piazza del paese, dove si trova proprio il municipio.
Fu il sindaco della ricostruzione e dell'apertura del viale che cambio volto al paese, intitolato corso Alcide De Gasperi, il suo mentore politico. Ma il nome di Marcolungo rimane legato pure all'acquisto da parte del Comune di Caldiero delle Terme di Giunone.
Tra il 1975 e il 1980, suo successore fu Luigi Ferro, che proseguì nel solco di Marcolungo, mentre al potere c'era la Dc e che dette notevole impulso allo sviluppo urbanistico di Caldiero. Due mandati consecutivi tra il 1980 e il 1990 per il sindaco Francesco Avogaro, al quale successe per tre anni Massimo Ferro (figlio di Luigi) poi deputato di Forza Italia, unico caldierese ad essere entrato finora in Parlamento.
Dopo il commissariamento del 1994, quando il Comune venne retto da Renata Carletti – unica donna a portare la fascia tricolore a Caldiero - gli ultimi tre sindaci sono stati Giuseppe Chiecchi (1994–1998), Roberto Alberti (1998–2007) e Giovanni Molinaroli (in carica fino alla prossima primavera). Tutti e tre sono tuttora seduti in Consiglio comunale.Z.M.

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