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16.05.2012

Negozi senza barriere per integrare i disabili

Un ragazzo disabile aiuta in una bottega di Bussolengo
Un ragazzo disabile aiuta in una bottega di Bussolengo

Grande successo per l'iniziativa «Anch'io sono capace, negozi senza barriere», promossa dal Centro sportivo italiano di Verona, nell'ambito de «La Grande Sfida 17» e che, per due giorni, ha animato il centro storico con i ragazzi che frequentano i centri diurni dell'Ulss 22 e i Centri di formazione professionale e hanno collaborato con i commercianti del mercato e dei negozi del centro storico. All'iniziativa hanno aderito una trentina di commercianti ambulanti e altrettanti gestori di esercizi commerciali fissi. «Questa attività, che è mirata all'integrazione delle persone diversamente abili, è partita un anno fa proprio da Bussolengo il giorno di mercato», ricorda Dario Pinali rappresentante della Confesercenti e titolare di un banco d'abbigliamento. «La mia associazione e diversi colleghi hanno aderito subito con entusiasmo e spontaneità proprio perché azioni come questa, gratuite e dall'alto valore umano, possono veramente contribuire a costruire un futuro migliore. «Anzi», continua Pinali, «dovrebbero essere più frequenti ed allargate ad altre attività commerciali come i mercatini della frutta e verdura a chilometri zero,. Intanto però anche a Verona, San Pietro in Cariano, Villafranca e Legnago hanno seguito il mostro esempio». «All'inizio ero titubante che questa cosa potesse riuscire; ora invece sono veramente contento, Costantino è proprio bravo, è un'esperienza che consiglierei a chiunque», conferma Giovanni Ambrosi titolare del negozio di frutta e verdura e gastronomia in via Mazzini. «E' bello aiutare a fare del bene, se si può, e poi vedere Maria così contenta dietro al banco è una gioia anche per i clienti», afferma Mario Cauzzi, che da Ponti sul Mincio viene a vendere il miele al mercato. «Se fosse possibile lo rifarei anche domani, lavorare con Dimitri è stato un piacere», è l'opinione di Emilio Grigoli, ambulante di sementi e vivaistica di Vigasio. E' della stessa idea anche Luigi Vassanelli, commerciante di calzature con il banco in piazza XXVI Aprile e anche di Elisa, sua ospite, che dice: «Al Ceod facciamo le bomboniere ma anche vendere scarpe al mercato mi piace, si vede e s'incontra tanta gente, sono contenta». «Sono iniziative senz'altro da ripetere», afferma Maria Montresor del negozio «Il Rocchetto» di via Mazzini, «peccato che l'unica cosa che manca siano i clienti». Commercialmente parlando è andata meglio ai banchi alimentari di Luigi Tessari e Gianni Pinali, dove si sono cimentate con salumi e formaggio Ludovica e Maria Grazia. Testimone entusiasta di «Anch'io sono capace, negozi senza barriere» è Matteo Segattini, presidente della cooperativa Agespha di Bussolengo che funziona anche come Ceod e comunità alloggio: «Questi momenti hanno una grande importanza perché mettono in contatto diretto i portatori di handicap con la gente in luoghi e contesti dove possono interagire positivamente. Questo è il modo più efficace per sperimentare l´autentica integrazione e sconfiggere».

Luca Belligoli
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