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14.08.2013

La musica dei film accende i fuochi di San Lorenzo

I fuochi di San Lorenzo si riflettono nell'Adige FOTO AMATO
I fuochi di San Lorenzo si riflettono nell'Adige FOTO AMATO

Cinque salve di applausi a scena aperta e un'ovazione finale hanno salutato la 77a edizione della Sagra di San Lorenzo. Gli applausi sono arrivati durante lo spettacolo «piromusicale», messo in scena dalla ditta Martarello group di Arquà Polesine, che raddoppierà questo spettacolo a Riva di Trento il 24 agosto prossimo, sulle rive del lago nella «Notte di fiaba». Ma già qui sulle rive dell'Adige, con un tempo più limitato a disposizione e uno spazio che concede poche variazioni, il tema dell'accompagnamento sonoro ai fuochi colorati che si alzano in cielo ha ottenuto un effetto straordinario. A far da cassa di risonanza tutta piazza San Rocco, come sempre vestita a festa, piena di luci e colori. I suoni, a cura della ditta «Suono e immagine» di Ferrara, hanno sottolineato le scansioni ritmiche delle batterie di fuochi piazzate di fronte alla piazza San Rocco su tre pedane. Il concerto è iniziato poco dopo le 23.15 e già ad un primo assaggio, con un quarto di luna rossa sullo sfondo, le prime scie d'argento e di lillà hanno colorato la notte. Poi i fiori luminosi con un gambo rosa si sono specchiati nell'Adige. Un primo applauso. Ma è già tempo di piogge d'oro e di altri fiori, che fanno intravedere una corolla tricolore. E la musica accompagna questa sfilata di impressioni: le colonne sonore dei film che hanno fatto sognare generazioni riemergono dalla memoria e si associano alla luce. Altri applausi, nelle pause tra un tema e l'altro. Il crescendo, intensissimo, arriva con la più celebre canzone dei Blues Brothers. Con «Everybody needs somebody» il ritmo accelera come Jake ed Elwood sulla Bluesmobile: sono imbattibili, nessuno li ferma. Cappello nero, occhiali neri, vestito nero piede ben piazzato sull'acceleratore. Finisce il primo set e cala ancora il buio sulle rive, piene anche quest'anno di gente col naso all'insù che si è piazzata per tempo e ci ha fatto anche il picnic. La seconda scarica coi mortai che lanciano i fuochi a grande altezza parte dal campo Begnoni. Ed è una sarabanda di fiori, cascate e stelle cadenti. Una chiusura classica che riunisce tutto il repertorio dei fuochi tradizionali. Arrivano i tre botti finali ed è una festa ancora: la gente che applaude e si muove, commenta e risale sulle strade e negli spazi di ritrovo. Lungadige Giacopini è affollata, come pure il ponte di Pescantina chiuso al traffico e diventato una tribuna per migliaia di spettatori. Imponente lo sforzo per regolare tutto questo flusso: Polizia locale, carabinieri in congedo, i militari dell'Arma agli ordini del maresciallo Cipriani, le squadre della Protezione civile sulle rive e nei punti critici. Il paese viene invaso una volta all'anno e in questa occasione mostra il suo aspetto migliore: accoglie e offre a tutti il ritorno al fiume come un viaggio nell'infanzia, colorata e sognante. L'età dell'innocenza e della speranza.

Lino Cattabianchi
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