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25.05.2012

La lotta contro le bestie feroci è al centro della Notte magica

Una visita guidata in notturna alla Grotta di Fumane
Una visita guidata in notturna alla Grotta di Fumane

Una favola nella Grotta sul mondo preistorico e con protagonisti i neandertaliani. Questa la proposta per la terza ed ultima «Notte magica» nella Grotta di Fumane, in programma domani nell'ambito del Preistoria Festival 2012. I turni di entrata sono due, alle 21.30 e alle 22.45, per cui bisogna prenotarsi al Consorzio Pro loco Valpolicella (tel. 045 7701920 al mattino) o a info@valpolicellaweb.it. Il racconto è narrato dall'attore Andrea De Manincor con il supporto storico e preistorico di Alberto Castagna, infaticabile organizzatore dell'intero festival voluto dal Comune di Fumane. C'è attesa per la storia inedita, inventata e proposta da De Manincor per l'ultima serata: i personaggi si muoveranno tra pericoli e lotte con le bestie feroci che 35 mila anni fa popolavano la suggestiva natura della valle e del torrente appena sotto il riparo. Ma ci sarà spazio anche per le abitudini e i sentimenti dei primitivi attorno al fuoco. E proprio sul valore e l'importanza del fuoco a quei tempi si sono sviluppate le due notti magiche precedenti, che hanno visto nella prima l'abbinamento con i suoni e i versi degli animali mentre la seconda ha ospitato un vero concerto con il gruppo Musica Viva. «Le proposte per le notti magiche dentro la Grotta hanno riscosso un grandissimo successo», racconta l'archeologo sperimentale Alberto Castagna, che scava, organizza eventi e segue il sito da una ventina d'anni. «La musica dentro il sito preistorico è di grande effetto non solo per le sonorità, ma anche per le luci e la suggestione dell'ambiente. In entrambi i turni di visita delle due serate abbiamo registrato almeno una trentina di persone, per un totale di sessanta visitatori a sera, interessati e che fanno molte domande. Quindi ne terremo conto nell'organizzazione delle prossime edizioni». Come vivevano gli uomini primitivi è curiosità non solo dei bambini, che vengono accompagnati dai genitori, ma anche di molti adulti. «Una cosa che attira molto l'attenzione», continua Castagna, «è vedere come si accendeva il fuoco. Io predispongo le esche e attraverso lo sfregamento della pietra selce, che in questa vallata c'è in abbondanza, partono le scintille, che fanno appiccare il fuoco. E' sempre un momento di stupore, in cui ricevo quasi un'ovazione dai presenti per il risultato. A quel punto ho spiegato la grande importanza del fuoco per la socialità del gruppo primitivo, non solo per l'illuminazione o la cottura dei cibi, ma anche per proteggersi dalle bestie». Ovviamente i visitatori ricevono tutte le informazioni sugli ultimi ritrovamenti, eseguiti dall'equipe dell'Università di Ferrara, come l'uso per scopi ornamentali, probabilmente, delle penne e delle piume: tasselli che compongono un puzzle sulle abitudini del gruppo che usava il sito di Fumane nella Valsorda, composto da una quindicina di persone, in primavera ed estate e poi si spostava in zone più calde. Tasselli che vanno ad aggiungersi all'uso dell'ocra rossa con cui i primitivi dipingevano i volti e il soffitto della grotta con disegni, come ad esempio quello dello sciamano diventato simbolo della grotta stessa e datato dall'Università di Oxford a quasi 40 mila anni fa, il disegno più antico d'Europa.

Giancarla Gallo
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