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30.03.2010

L'ex peccatore Brosio tornerà nel giorno dell'Immacolata


 Paolo Brosio nel suo intervento al cinema teatro comunale
Paolo Brosio nel suo intervento al cinema teatro comunale

Per i presenti, la diretta tv di «Domenica in» con Massimo Giletti, in collegamento con il giornalista Paolo Brosio dalla chiesa di San Giovanni Bosco, per l'acceso confronto con gli atei che non riconoscono l'autenticità delle apparizioni di Medjugorje, è stata un'esperienza unica. Gli animati interventi ad alta voce di Brosio, munito di auricolare, davanti alle telecamere e al monitor piazzati davanti all'altare, si sovrapponevano intrecciandosi, in un'atmosfera quasi surreale, alle preghiere e ai canti dei fedeli, che proseguivano come nulla fosse.
Ha colpito poi, terminato il collegamento, l'inginocchiarsi di Brosio sul pavimento per pregare con gli altri, unendosi alla fine alle ragazze del coro per cantare assieme le laudi. Una testimonianza di fede che ha colpito ancora di più tre ore più tardi, al teatro Centrale, davanti a una folla che stipava platea e loggione, tanto che più di un centinaio di persone non sono riuscite a entrare e hanno dovuto rinunciare. Una folla da stadio, catturata per un'ora e mezza, dalle confessioni del famoso giornalista, affabulatore straordinario ma convincente per la sua cruda sincerità, commovente a volte fino alle lacrime. Frequenti le interruzioni per gli applausi, prima dell'ovazione finale. È riuscito a liberarsi dall'abbraccio della folla soltanto dopo oltre un'ora dalla fine dell'incontro, per rispondere alla pioggia di domande che gli venivano poste, oltre che per firmare le copie del suo libro-confessione, nella hall del teatro.
Questo «peccatore-convertito», come si è definito, è stato presentato dall'assessore Elena Pasini come lo sponsor del progetto «Hooking» per «agganciare» i giovani e salvarli dalle devianze. Uno sponsor estremamente credibile perchè ha presentato la sua esperienza nella devianza più profonda. Una devianza, quella del giornalista di successo, «iniziata all'età di 17 anni con un delitto», ha detto, «quando feci abortire la mia fidanzatina, proseguita poi con droga, sesso sfrenato, immersione totalizzante nel lavoro trascurando i doveri familiari, corsa alle feste e alle amicizie che contano, al guadagno, ai miei pallini, dal tennis, al calcio e altro ancora».
Finchè nel 2008, il suo «annus horribilis», ha ricordato, ha avuto inizio il suo «risveglio con una serie di sberle di Gesù: dalla morte di mio padre, lasciato solo per seguire il mio lavoro, a una grossa disavventura economica, al naufragio di ben due matrimoni per mia colpa». Non ha fine il «mea culpa» di Brosio il quale, come un fiume in piena, ha raccontato le alterne vicende della sua uscita dall'incubo del disfacimento grazie ai sacerdoti cui si è rivolto e alla Madonna di Medjugorje, della quale è diventato un convinto difensore. Dopo aver contestato in televisione le tesi degli atei critici di Medjugorje, «che vorrebbero vivisezionare in laboratorio», ha detto, «i veggenti e anche la Madonna», sulle droghe ha detto: «Le droghe leggere sono il traghetto verso quelle pesanti».
E dopo aver difeso i carabinieri, preziosi protettori della nostra società, parlando dei preti pedofili ha detto: «I parroci sono la boa cui aggrapparci per salvarci e i preti pedofili sono mele marce da staccare, senza condannare l'albero della Chiesa». L'assessore Pasini ha annunciato che, considerando l'enorme successo ottenuto dall'evento Brosio, cui sono legate anche altre giovani testimonianze di persone uscite dalla dipendenza, quasi sicuramente l'iniziativa sarà ripetuta l'8 dicembre. Questa volta, ha detto, l'incontro sarà al Palasport, per non dover rimandare a casa tanta gente per insufficienza di spazi. Il progetto «Hooking» intanto proseguirà nei prossimi mesi presso le scuole della zona.
Gianni Bertagnin

Gianni Bertagnin
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