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26.11.2010

Brentino Belluno è pronto alla secessione


 Il sindaco di Brentino Belluno, Virgilio Asileppi, sul confine con il Trentino: il paese è pronto al referendum
Il sindaco di Brentino Belluno, Virgilio Asileppi, sul confine con il Trentino: il paese è pronto al referendum

Brentino Belluno è nella lista dei primi 12 Comuni che avvieranno le pratiche per il referendum di adesione a una Regione e Provincia autonoma. È l'unica amministrazione veronese, per il momento, ma è in buona compagnia con altri cinque veneti, quattro lombardi e due piemontesi.
Hanno infatti aderito alla proposta dell'Associazione Comuni di confine (Ass.comi.conf), presieduta dal bresciano Marco Scalvini, già sindaco di Bagolino, anche i bellunesi Canale d'Agordo, Castellavazzo e Falcade, che guardano a Trento e i trevigiani Fregona e Sarmede rivolti verso il Friuli. Per la Lombardia sono nella lista i Comuni bresciani di Breno, Ceto e Limone sul Garda, tutti confinanti con il Trentino, mentre Valfurva (Sondrio) può permettersi di scegliere il partito migliore fra Trento e Bolzano, perché confina con entrambe le province autonome. Infine i piemontesi Ceresole Reale e Locana, entrambi torinesi, chiederanno di passare con la Valle d'Aosta anche se ci sarebbe da scavare un tunnel sotto il Gran Paradiso per un collegamento diretto con Cogne che sta sull'altro versante del massiccio. Difficile infatti che ci sia il passaggio diretto in Francia, senza un trattato internazionale di modifica dei confini, per Ceresole, che confina pure con Bonneval-sur-Arc e Val d'Isère.
Per adesso ci si limiterà a chiedere ai ministeri dell'Interno e degli Affari regionali di avviare le pratiche del referendum popolare comunale che sancirà a maggioranza (50 per cento più uno degli aventi diritto al voto) le decisioni prese dai rispettivi consigli comunali.
«Da oggi siamo ufficialmente in guerra», tuona Marco Scalvini. Con chi è presto detto: «Con la lontana politica di Roma perché non è pensabile e moralmente accettabile far subire alla propria gente uno stile di vita basato su duri sacrifici e di basso livello socio economico. È umiliante e desolante per un sindaco dover sempre dire di no ai suoi cittadini che chiedono solamente ciò che è di loro diritto, ma viene negato per la mancanza di attenzione e sensibilità del centralismo romano. Simo stufi di essere i poveri messicani che guardano dal filo spinato la ricca America e di là vogliamo andare», annuncia Scalvini con spirito da tribuno.
Ma se di là nella ricca America non ci vogliono? «Le regioni e le province autonome verso cui ci rivolgiamo non hanno alcun titolo per impedirlo. Il loro parere è solo consultivo e non vincolante. La Camera prenderà atto della volontà popolare e non potrà impedire il trasferimento», assicura Scalvini. Secondo il presidente di Ass.comi.conf, tutti i sindaci coinvolti sono consapevoli di quello che fanno e questa è solo la prima sfornata: perché tra un mese seguirà un secondo elenco di un'altra decina di Comuni e poi di decimazione in decimazione si arriverà a coprire tutti i 454 Comuni dell'Ass.comi.conf che cambieranno i confini di tutte le regioni più settentrionali d'Italia.
Sarà tardi per un ripensamento governativo che impedisca questa frana confinaria? «Siamo figli di un dio minore e questo padre deve dimostrare di volerci bene come vuole bene ai suoi figli prediletti. Non ci ha ascoltati finora», continua Scalvini nella parabola, «e noi ce ne andiamo da casa. Non abbiamo chiesto la luna, solo che ci fosse dato quanto ci spetta finché non sarà pienamente operativo il promesso federalismo fiscale», conclude.
Virgilio Asileppi, sindaco di Brentino Belluno, non è potuto essere presente alla conferenza milanese che ha presentato la prima dozzina di Comuni secessionisti, ma ha delegato l'associazione a rappresentarlo: «Non c'è nulla di nuovo in un gesto provocatorio che tira le somme di quanto sostenuto finora inutilmente in anni di trattative. Siamo di nuovo al punto zero e queste sono le conseguenze di promesse non mantenute», esordisce.
Le difficoltà sono quelle che ha sempre detto: «Di là ci sono i servizi gratis, di qui si fatica a mettere insieme asilo, scuole, trasporti, mense, fabbriche. La consultazione popolare è necessaria e sono certo che i miei concittadini mi seguiranno».

Vittorio Zambaldo
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