31 maggio 2020

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27.03.2020

Messi dice «no» al Barça Che guerra sugli ingaggi

Josep Maria BartomeuLeo Messi
Josep Maria BartomeuLeo Messi

La guerra degli stipendi. Succede a Barcellona, dove la polisportiva blaugrana, gigante dello sport mondiale, rischia perdite fino a 600 milioni di euro a causa del coronavirus. Ecco allora che bisogna tagliare e il discorso riguarda in primis gli ingaggi dei calciatori della prima squadra: l’obiettivo, nemmeno tanto nascosto, della dirigenza è di farli scendere da 1.047 a 507 milioni. Così è stato proposto alla commissione sindacale dei quattro capitani (Messi, Piquè, Sergio Busquets e Sergi Roberto, tutti provenienti dal vivaio come da tradizione) un taglio del 70 per cento degli emolumenti per il periodo relativo all’inattività totale. La proposta è stata respinta al mittente, a cui però è stata data un’alternativa: 30 per cento in meno, spalmati su la durata della stagione, quindi da luglio 2019 a giugno 2020. Posizione che ha ricevuto il sostegno dell’Assocalciatori spagnola. In ogni caso il presidente Bartomeu e i suoi collaboratori non ci stanno ed è stata convocata una riunione d’urgenza, telematica, della giunta direttiva in cui discutere, fra le varie ipotesi, se applicare comunque unilateralmente a tutti gli atleti la decurtazione del 70. Il dilemma è quindi se mediare, magari mediando al 50 per cento, o andare allo scontro, e nel frattempo si operano altri tagli. A cominciare da quello legato alle operazioni di mercato. L’aria che tira però è pesante, basti pensare che pur di non spendere i 3 milioni e mezzo pattuiti, il Barcellona ha rinunciato al nuovo gioiello del San Paolo Gustavo Maia, talento messosi in luce nelle competizioni giovanili del suo paese: il Barca lo seguiva da tempo ma Abidal ha bloccato tutto per motivi economici. Non si capisce quindi da dove il Barca tirerebbe fuori i soldi per acquistare l’interista Lautaro Martinez, il cui contratto ha una clausola rescissoria di 111 milioni. Ma nonostante questo i giornali di Catalogna continuano a scrivere che l’affare alla fine si farà. Ad ingarbugliare ancor più le cose è arrivata la notizia della positività del medico della prima squadra Ramon Canal, spesso a contatto con Messi e compagni, ora giustamente preoccupati. Positivo anche il medico del team di pallamano. Come a dire che a Barcellona la serenità dei bei tempi del «tiki taka» in questi giorni è un ricordo lontano.

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