30 maggio 2020

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24.02.2020

Emergenza, la città alza le difese

Il ministro della Salute Roberto Speranza con il premier Giuseppe  Conte hanno firmato l’ordinanza
Il ministro della Salute Roberto Speranza con il premier Giuseppe Conte hanno firmato l’ordinanza

Coronavirus: è allarme rosso in tutto il Veneto. E anche Verona va in quarantena. Fino a domenica prossima, 1 marzo, devono essere chiusi tutte le scuole, di ogni ordine e grado, le università, i musei. Vanno sospese tutte le manifestazioni in luoghi pubblici e privati, di tipo sportivo, culturale, religioso, in locali pubblici o discoteche, (nell’altro articolo gli eventi già annullati a Verona). Stop anche ai viaggi di istruzione sia in Italia che all’estero. È quanto in estrema sintesi dispone la «Ordinanza contingibile e urgente numero 1» emanata ieri, nel tardo pomeriggio, dal ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, d’intesa con il presidente della Regione Luca Zaia, recepito dal sindaco Federico Sboarina per l’intero territorio comunale di Verona. LE MISURE. Come si legge all’articolo 1, «Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19 nella Regione Veneto, il presidente della Regione Veneto adotta straordinarie misure per i contenimento adeguato per contrastare l’evolversi della situazione epidemiologica». Ed ecco, nel dettaglio, le misure. Anzitutto la sospensione di manifestazione o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludica, sportiva, religiosa, discoteche e locali notturni. STOP ALLE LEZIONI. Vengono chiusi i servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani a esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza. MUSEI. L’ordinanza prevede la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio al Dl 42/2004. Il divieto comprende anche l’accesso libero e gratuito in questi luoghi. Come detto vanno inoltre sospesi i viaggi di istruzione. GLI INGRESSI. È inoltre previsto, nell’ordinanza, l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Veneto da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della Sanità, di comunicarlo al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio «per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva». DA CHIARIRE. Al momento l’ordinanza non chiarisce se i cinema, i teatri e gli impianti sportivi - come quelli comunali e le palestre, dove si svolgono gli allenamenti delle società delle varie discipline - devono essere chiusi. È quanto, tra l’altro, verrà chiarito oggi in un vertice in prefettura - presente anche il sindaco - dopo un approfondimento dell’ordinanza ministero della Salute- Regione Veneto, che poi invita le Direzione sanitarie ospedaliere a predisporre la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, come le Rsa. Vengono inoltre fornite le misure igieniche da osservare per le malattie a diffusione respiratorie. •

Enrico Giardini
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