06 agosto 2020

Vino & Agroalimentare

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08.07.2020 Tags: Vino & Agroalimentare

Vini Valpolicella
e web, protocollo
anti-contraffazione

I rossi della Valpolicella, sorvegliati speciali sul web, attraverso un sistema di intelligence online messo a punto dall’Università di Trento e con la cabina di regia affidata al Comando Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza. È quanto prevede il protocollo di collaborazione firmato ieri, tra gli altri, dal Consorzio Vini Valpolicella.

 

La sperimentazione consentirà all’ente di tutela scaligero di attivarsi ulteriormente su due fronti: da un lato sensibilizzando le aziende associate a collaborare nell’identificazione di situazioni a rischio; dall’altro testando i nuovi sistemi informatici anticontraffazione come la tecnologia blockchain, software e algoritmi specificamente messi a punto con l’ateneo trentino, per identificare siti web contenenti presunti prodotti falsificati ed eventuali illeciti nell’utilizzo di riferimenti alle denominazioni di origine. Il Consorzio intensifica così l’attività a protezione delle produzioni vinicole del territorio, a due anni dalla firma del protocollo di cooperazione con l’Icqrf, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi del Mipaaf, ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che ha inviato 308 segnalazioni di casi sospetti di contraffazione di vini della Valpolicella – soprattutto Amarone – sul web.

 

«Il nuovo accordo», dichiara il presidente del Consorzio Valpolicella, Andrea Sartori in un comunicato, «conclude un percorso che ha caratterizzato il mio mandato (il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela sarà eletto dall’assemblea a a fine luglio, ndr), incentrato sulla tutela delle nostre denominazioni, sempre più copiate e contraffatte. L’iniziativa ci ha visti da subito parte attiva nella costruzione di un ulteriore strumento per combattere la pirateria enoica e alimentare». Dal 2018 ad oggi, sono state complessivamente 54 le iniziative legali a livello internazionale promosse dall’ente e 48 i controlli inclusi nell’attività di vigilanza nazionale. Con una spesa media nel triennio di oltre 150mila euro l’anno, il capitolo «tutela e vigilanza» ha rappresentato una delle voci di costo più importanti del bilancio consortile e una delle principali attività istituzionali perseguite dal Consorzio. «Ringrazio la Guardia di Finanza e la Provincia autonoma di Trento – sottolinea Sartori, «per averci coinvolti nel progetto che per la prima volta costruisce un network tra amministrazioni e associazioni imprenditoriali, per tutelare la reputazione e il valore dei prodotti italiani».

 

Al protocollo aderiscono anche le Procura della Repubblica di Trento e Rovereto, la Camera di commercio e l’Inail provinciale, il Consorzio di Vini del Trentino, la Federazione trentina della cooperazione, l’associazione produttori ortofrutticoli trentini e altri enti schierati a protezione dei lavoratori in agricoltura e dei consumatori. «La lotta alla criminalità organizzata si può e si deve vincere anche con l’innovazione», ha dichiarato nel comunicato il generale di brigata Ivano Maccani, comandante regionale per il Trentino alto Adige della Guardia di Finanza, « Utilizzeremo l’analisi avanzata di dati online e l’esplorazione del web, sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali». 

Valeria Zanetti
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