20 novembre 2019

Economia

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18.10.2019

«Veneto nel pentagono
dello sviluppo, ma
serve innovazione»

Le 20 province italiane con il più elevato livello di sviluppo economico e sociale stanno tutte in 5 regioni (con l'eccezione di Firenze): Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. E danno così vita «a una macroregione a forma di pentagono» È quanto emerge dal rapporto 2019 della Fondazione Nord Est, intitolato appunto «Il Pentagono dello sviluppo». La Fondazione ha stabilito le sue graduatorie costituendo l'indicatore Ises (Indice di sviluppo economico e sociale), che «aggrega i 15 principali indicatori socio-economici di ciascuna delle 111 province d'Italia».

 

I fattori principali che caratterizzano queste 5 regioni, ha spiegato Carlo Carraro, direttore scientifico della Fondazione Nord Est, sono tra gli altri livelli di reddito pro-capite elevati, tassi di disoccupazione pari quasi alla metà della media italiana, un minor numero di giovani inattivi e un maggior grado di apertura commerciale. «Notizie meno positive - ha spiegato Carraro - emergono tuttavia sul fronte formazione e investimenti. I limitati investimenti in istruzione e in formazione, in infrastrutture, in capitale digitale (nonostante i progressi ottenuti con Industria 4.0) e in innovazione tecnologica sono un limite che caratterizza tutto il paese e da cui nemmeno il Pentagono, nonostante i suoi maggiori livelli di sviluppo, è esente».

 

Già nel breve periodo, così, i dati sull'economia delle regioni del Pentagono fanno suonare segnali di allarme: nel 2019, infatti, «la crescita stimata per quest'area è pari allo 0,5%, con un leggero recupero allo 0,9% nel 2020», a fronte comunque di valori medi nazionali previsti pari a +0,1% nel 2019 e a +0,5% nel 2020. «Per non bruciare il vantaggio competitivo che il Pentagono ha sviluppato fino a oggi - conclude quindi il rapporto - serve una forte accelerazione sul fronte degli investimenti, in particolare quelli in infrastrutture, formazione, innovazione/digitalizzazione e sostenibilità».

 

Concorda l’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per la quale «il Pentagono è trainante in termini di occupazione, di Pil, di export. Qui c’è una forte vocazione industriale, in Lombardia magari ci sono aziende più grandi, qui medio-piccole, però sono molto forti e comunque con senso per l’ innovazione e una spiccata vocazione all’export e c’è un tessuto sociale che lavora in positivo».

 

«Non è con la tassa sugli imballaggi che risolviamo il problema del cambiamento climatico», ha anche detto Emma Marcegaglia, intervenendo alla presentazione del Rapporto. «Dobbiamo assolutamente abbassare le emissioni di Co2 - ha aggiunto - ma chi dice che si può farlo in cinque anni solo con le energie rinnovabili dice una cosa che non sta in piedi e che rischia di danneggiare la lotta al cambiamento climatico». Secondo Marcegaglia occorre quindi agire su più fronti, investendo nelle rinnovabili, nell'efficienza energetica, nell'economia circolare, nonchè piantando foreste. «Bisogna agire su tutte le diverse cose dando il giusto tempo per la transizione, aiutando le imprese per non uccidere sia le imprese che le conoscenze», ha aggiunto. La tassa sulla plastica, ad esempio, rischia di danneggiare «un'industria che è leader in Europa» e che offre «110mila posti di lavoro». 

 

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