16 luglio 2019

Economia

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27.05.2016

Realizzare una startup
con la scuola Startime

Gabriele Verza
Gabriele Verza

Tre giorni per trasformare un’idea in startup. E un domani, in vera e propria impresa. È l’obiettivo del progetto Startime, scuola per l’autoimprenditoria realizzata da Esu Verona in collaborazione con Università e Fondazione Emblema, dedicata a tutti gli studenti universitari con in testa un progetto da realizzare.

L’offerta formativa, in corso da ieri e fino a domani nella Corte Maddalene, comprende lezioni frontali, testimonianze di startupper, lavori di gruppo, durante i quali saranno fornite nozioni teoriche e strumenti pratici per approdare al mercato del lavoro preparati a un certo modo di fare impresa.

«La scuola è stata ideata dopo aver studiato quello che poteva essere l’humus nel quale sarebbe andata a radicarsi e svilupparsi», ha spiegato il direttore di Esu Verona Gabriele Verza, nella giornata di apertura, «Vale a dire, in sinergia con il nostro ateneo e altri soggetti del job placement e orientamento (area cui quest’anno Esu Verona ha destinato 120mila euro), ma anche nella prospettiva di dare vita a una serie di iniziative connesse». Una in cantiere in questi giorni: «Con Veneto Lavoro», ha svelato Verza, «tutti gli Esu del Veneto hanno siglato un accordo, ora al vaglio della Regione, per realizzare una rete di servizi all’orientamento regionale, da attuarsi secondo i più moderni e innovativi strumenti. Startime funge dunque da apripista a una più ampia progettualità che ne completerà e proseguirà gli obiettivi».

L’impostazione del corso, che conta 25 laureandi e laureati provenienti da diverse formazioni universitarie (sia di area scientifica sia umanistica), «richiede un cambio di mentalità sia da parte del corpo docente, che degli stessi studenti», ha detto Tommaso Dalla Massara, delegato all’Orientamento e Strategie occupazionali dell’Università di Verona. «La formazione universitaria dovrà sempre più favorire l’innesto nel mondo del lavoro, creando ponti con l’esterno. E i giovani dovranno diventare sempre più imprenditori di se stessi, destrutturando quel modello d’impresa ancora inseguito, ma ormai superato, del 1800».

«In cattedra si alterneranno docenti e ricercatori universitari di Verona (tra cui Marta Ugolini e Mario Pezzotti) e fondatori di startup di successo, come la Draw Light di Mick Odelli», ha concluso Tommaso Aiello di Fondazione Emblema, «ma anche case history di spin-off universitarie come Moxoff Spin, fondata a Milano dal matematico Ottavio Crivaro». La tre giorni punta «a fare gruppo sulle idee e a riqualificare il ruolo del job placement, spaziando dallo studio del business plan alla tutela delle idee, allo storytelling delle idee imprenditoriali, fino alla conoscenza degli strumenti finanziari a sostegno delle startup».

Francesca Saglimbeni
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