21 agosto 2019

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04.01.2011

La «guerrilla marketing» fa scuola anche a Verona


 Il Gardaland Inferis che fu promosso con «guerrilla marketing»
Il Gardaland Inferis che fu promosso con «guerrilla marketing»

La crisi aiuta a sviluppare la fantasia, anche nel marketing. Non è un caso se tra le aziende, quelle piccole ma anche le multinazionali, sta prendendo piede un nuovo tipo di promozione pubblicitaria non convenzionale, realizzata con un budget minimo, si parte dai settemila euro, e ottenuta tramite l'utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull'immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.
Si chiama guerrilla marketing, ed è un mix tra pubblicità e interventi pubblici e street art, spesso al limite della legalità. Fu la Nike a fare scuola anni fa in fatto di «guerrilla»: l'azienda, costretta poi a pagare anche una multa salata, aveva piazzato stencil illegali sui muri delle città. Diverse realtà locali stanno sperimentando questo tipo di pubblicità. Gardaland, alcuni mesi fa, aveva creato un'attività di «guerrilla» per promuovere Inferis, la prima horror house ambientata all'inferno. L'attrazione aveva puntata su una comunicazione innovativa iniziata l'inverno scorso, quando un attore truccato da diavolo attraversava le strade di diverse città, compresa Verona, seminando stupore e inquietanti biglietti da visita.
E ancora, il gruppo Coin aveva utilizzato i cittadini come testimonial di una campagna. L'operazione di «guerrilla» prevedeva affissioni, campagna stampa, web e vetrine con il logo Coin composto dai volti di chi aveva voluto partecipare all'iniziativa.
Anche la Fiera di Verona ha utilizzato questo tipo di marketing: «Avevamo organizzato uno stop e go in occasione di una manifestazione», ricorda Enrico Pandian della David Brown, agenzia di comunicazione veronese nata nel 2008, che ha puntato proprio sul "guerrilla" per le campagne di Bauli, Mele Valvenosta e appunto Ente Fiera. «In occasione dell'Anteprima Novello», racconta Pandian, «ai semafori di Verona, Brescia, Vicenza, Mantova e Trento un team di quattro persone occupava le strisce pedonali, due di loro aprivano uno striscione lungo tutta la carreggiata e gli altri due giravano tra i veicoli in attesa del verde consegnando un invito per la fiera del Novello. Costo dell'operazione, ottomila euro».
L'obiettivo é spendere poco, nel prezzo c'é l'idea, che differenzia la «guerrilla» da qualsiasi operazione di mero volantinaggio. «Sono campagne mirate spesso ad aziende piccole, sono economiche e con risultati territorialmente circoscritti», commenta Piergiorgio Rossi dell'agenzia Prima&Goodwill, una ventina di nomi nel portfolio clienti, per lo più aziende medio-grandi, «ma anche per alcune di queste abbiamo progettato azioni di "guerrilla"», continua Rossi, che cita l'esempio di Jaffa, azienda israeliana produttrice di pompelmi: in primavera metteremo adesivi rotondi gialli sui pneumatici delle auto parcheggiate nei centri commerciali. Un'azione mirata a colpire le fasce più giovani, con costi piuttosto bassi: ottomila euro previsti per l'area veronese, dove ci saranno cinque location».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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