14 novembre 2019

Economia

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19.06.2012

Il software Crispino aiuta il calzolaio a dare valore al lavoro

Paride Geroli
Paride Geroli

«Si lavora tanto ma con poco redditività: tra materie prime e pressione fiscale, i calzolai non sono in grado di capire quanto guadagnano all'ora». Paride Geroli, presidente provinciale del Sistema moda di Confartigianato Verona e presidente e regionale del Gruppo calzolai, ha voluto rispondere a questa esigenza della categoria organizzando, con il contributo del comitato di categoria Ebavm, Ente bilaterale Artigianato Veneto, del settore Tac, Tessile, abbigliamento, calzaturiero, un corso di formazione per spiegare agli associati il software Crispino. Obiettivo del programma: determinare i costi orari del lavoro dei calzolai. «È un prodotto che tiene conto delle nuove esigenze delle imprese e del mercato», spiega Geroli, «infatti, anche per il settore della calzatura, le imprese devono essere messe nelle condizioni di valutare le proprie capacità, sia tecniche sia economiche, nonché la collocazione, definendo in modo autonomo e ragionato il target economico in cui collocare le tariffe per i propri servizi». Il risultato, illustrato ieri da Alessio Frasson, dello studio Frasson AF Consulting, è un software di Excel che fornisce all'imprenditore un metodo e alcuni semplici strumenti operativi, per analizzare le caratteristiche della propria impresa, valutare segnali del funzionamento soprattutto dal punto di vista della gestione dei costi. «Spesso questi artigiani pensano che quanto percepiscono dal cliente è quello che resta loro in tasca», continua Geroli, «non si rendono conto di quanto sottrae loro la pressione fiscale». Grazie a questo programma, basterà inserire il costo delle materie prime, che incide per il 12%, il tempo del lavoro e le tasse per capire il guadagno finale. «Le piccole imprese come quelle dei calzolai non hanno il polso della situazione, non sanno fare questi calcoli», spiega il presidente del Sistema moda di Confartigianato Verona, «grazie a questo software possono capire se la loro organizzazione del lavoro procura redditività». I risultati, i guadagni orari, varieranno poi da attività ad attività, e dipenderanno anche dalla zona della provincia nella quale si opera. Geroli porta questi esempi: «A Borgo Trento, ad esempio, dove c'è maggiore ricchezza e anche le calzature sono più costose, il guadagno orario sarà maggiore rispetto a quello di un calzolaio che opera in una zona di mercati rionali, dove i cittadini acquistano accessori di qualità inferiore. E dove, spesso, comperare una scarpa costa meno che aggiustarla».

Francesca Lorandi
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