31 maggio 2020

Economia veronese

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05.04.2020

L'agenzia veronese «anti-Amazon» regala l'e-commerce alle piccole botteghe

Spesa a domicilio
Spesa a domicilio

La tecnologia a supporto delle botteghe di vicinato, il cui ruolo è stato riscoperto in questo periodo di emergenza. Le misure avviate per ridurre il rischio di contagio hanno spinto molti negozianti a sperimentare la consegna della spesa a casa, magari fino al mese scorso fatta solo per pochi clienti, quelli più anziani o impossibilitati a muoversi.

E oggi richiesta invece da tutti. «Abbiamo visto negozi organizzare la consegna a domicilio tramite whatsapp o con una mail, modalità piuttosto scomode. E abbiamo quindi pensato di mettere la nostra competenza al servizio di queste attività, a titolo gratuito», spiega Nicola Rocca, cofondatore della web agency veronese Webmotion, che ha da poco aperto un secondo ufficio a Bolzano e conta in tutto nove dipendenti.

 

 

 

«Poco prima dell’inizio dell’emergenza, avevamo creato per una pasticceria veronese un portale attraverso cui è possibile scegliere e ordinare un vassoio di pasticcini. Abbiamo pensato di partire da lì, da una piattaforma semplificata, efficace, facile da usare sia per il negoziante che per il cliente, in grado di gestire in modo automatizzato gli ordini. Ci abbiamo lavorato e in 24 ore l’abbiamo creata e chiamata “Ad un metro“».

In due settimane sono stati trecento i negozi che l’hanno richiesta, da tutta Italia, ma l’agenzia prevede di arrivare a mille piattaforme avviate gratuitamente entro la fine del mese. A richiederle sono per lo più botteghe di alimentari, frutta e verdura, ma anche aziende agricole e cantine, birrifici e gelaterie che fanno la consegna in modo autonomo, nel raggio di pochi chilometri, nella maggior parte dei casi senza affidarsi a corrieri o intermediari.

«Siamo stati sommersi dalle richieste», afferma Rocca, «e lo sconforto che respiravamo i primi giorni dell’emergenza da parte di molti imprenditori ha lasciato il posto all’entusiasmo di questi commercianti, molti dei quali si approcciavano per la prima volta all’e-commerce».

 

Rendendosi conto che poi così difficile non è: Ad un metro è un portale facile da utilizzare, personalizzato con logo, colori, foto e informazioni dello specifico negozio. E una volta attivato, ogni commerciante lo gestisce in modo autonomo. «Molti partono spaventati perché non hanno mai usato piattaforme simili», spiega Rcca, «ma poi si accorgono che è semplice. Sicuramente ha permesso un incremento delle vendite e una gestione più facile della consegna a domicilio: un negoziante ci ha chiesto anche di bloccare il suo portale perché aveva esaurito i prodotti».

La prospettiva è che, terminata l’emergenza, molte attività continueranno ad utilizzare anche questo sistema di vendita che Rocca definisce «anti-Amazon», perché fatto dalle piccole botteghe di vicinato e capace di far rinascere il commercio locale.

Francesca Lorandi
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