17 luglio 2019

Economia veronese

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11.03.2019 Tags: Fincantieri Infrastructure , Cordioli &C. , Gruppo Industriale Tosoni , Fintecna Spa , ANSA , Ministero del Tesoro , Valeggio sul Mincio , Milano , Silvia Zenati , Massimiliano Fuksas , Danilo Toninelli , Giuseppe Conte

Con il Ponte Morandi
rinasce anche
la storia della Cordioli

Alcuni dei lavoratori della Cordioli (Marchiori)
Alcuni dei lavoratori della Cordioli (Marchiori)

Quella di Fincantieri Infrastructure, lo stabilimento inaugurato oggi a Valeggio sul Mincio dal premier Conte e dal ministro Toninelli, è la storia di un’importante ripartenza. Qui prima c’era la Cordioli &C. srl, un’azienda attiva dal 1956, società italiana con la massima certificazione nel settore della carpenteria pesante, che ha realizzato grandi opere, come il Mose di Venezia, la «Nuvola» progettata da Massimiliano Fuksas, la Millennium Tower in Nigeria, costruita in Ati con Officine Tosoni.

Nel 1999 l’azienda era passata dalla famiglia Cordioli al Gruppo Industriale Tosoni di Villafranca di Verona. E proprio la crisi di questo gruppo ha aveva condotto la Cordioli in amministrazione straordinaria, nel maggio 2016. L’ultimo lavoro realizzato nel sito industriale di Valeggio era stato il ponte per l’Expo di Milano. Poi lo stop ad ogni attività, con i lavoratori in cassa integrazione. La nomima dei commissari straordinari era stata fatta dal Mise nel 2016. Lo scorso 15 ottobre, dopo una lunga trattativa, l’azienda di carpenteria è stata rilevata da Fincantieri Infrastructure, azienda pubblica con sede a Trieste che opera nella cantieristica navale, controllata da Fintecna Spa, finanziaria del Tesoro.

«L’accordo sindacale - spiega all’ANSA Silvia Zenati, commissario dell’amministrazione straordinaria di Cordioli &C. srl - è stato sottoscritto il 21 settembre, dopo la manifestazione d’interesse di Fincantieri e prima della cessione del ramo d’azienda, in seguito al via libera del Ministero per lo Sviluppo economico. Dopo la riassunzione dei primi 20 dipendenti, ne sono tornati al lavoro altri 15 per un totale di 35 lavoratori».

«Altri 34 dipendenti - aggiunge - sono ancora in cassa integrazione, ma si spera che possano essere gradatamente riassorbiti con l’aumento della richiesta di manodopera». «La trattativa - conclude Zenati - non è stata facile, perchè dopo l’Expo 2015 l’azienda non aveva più commesse, era già in liquidazione quando il gruppo Tosoni è entrato in amministrazione straordinaria e non è certo semplice trovare partner con capacità finanziaria per far ripartire una fabbrica ferma da tempo e senza ordini».

Lo stabilimento veronese di Fincantieri Infrastructure si estende su un’area di 110mila metri quadrati, dei quali 30mila coperti, i capannoni sono stati ripristinati e dotati di nuovi impianti tecnologicamente avanzati per il taglio, la saldatura e la lavorazione dell’acciaio, anche per grandi spessori.

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