15 dicembre 2019

Economia

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09.01.2019 Tags: ROMA , CArige

Carige, firmato
il decreto
per il salvataggio

Il presidente Sergio Mattarella, si legge nel sito del Quirinale, ha firmato il decreto legge contenenti «misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia» e l’autorizzazione alla presentazione alle Camere «di disegni di legge 08/01/2019 Conversione in legge del decreto-legge recante misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia».

 

COSA PREVEDE IL DECRETO

 Garanzie statali sulle obbligazioni Carige, per un massimo di 3 miliardi di euro, attivabili fino al 30 giugno e un fondo pubblico da 1,3 miliardi per coprire gli oneri dei bond e della eventuale sottoscrizione di azioni della banca per un massimo di un miliardo in caso di ricapitalizzazione precauzionale. E' quanto prevede il decreto Carige firmato ieri dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

«DECRETO IDENTICO»

Come riporta il «Sole 24 Ore», il decreto del governo gialloverde che predispone il salvataggio di banca Carige è sostanzialmente identico a quello che, nel 2016, venne approvato dal governo Gentiloni per salvare Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Come riporta il Sole 24 Ore, nel decreto M5s-Lega vengono ripresi alla lettera articoli e commi del Dl 237/2016, opera dell’esecutivo a guida Partito Democratico. Si tratta quindi, nella sostanza, di un “decreto fotocopia”.

 

 

POLEMICHE NEI CINQUE STELLE

Intanto il decreto varato in tutta fretta subito dopo le festività per salvare banca Carige rischia di tramutarsi in una nuova arena per il governo del cambiamento, con i parlamentari 5 Stelle infuriati per quella che definiscono un nuovo tradimento delle promesse elettorali. Qualcuno tra i pentastellati l’ha definita la goccia che ha fatto traboccare il vaso: dopo i ripiegamenti alla fermezza di Matteo Salvini sui migranti e in vista della legittima difesa, dopo i tentennamenti sulle trivelle e sempre in attesa di vedere come verrà partorito il reddito di cittadinanza, il provvedimento per il salvataggio di un banca era quanto di meno digeribile per l’elettorato M5s, già turbato dalla bagarre sulla manovra.

Anche il premier, Giuseppe Conte, si è trovato spiazzato dalla novità: ma pur di evitare conseguenze nefaste per l’economia nazionale ed anche per un territorio come quello ligure già provato dalle conseguenze del crollo del ponte Morandi, ha dovuto fare buon viso e convocare d’urgenza un consiglio dei ministri, sopportare le accuse di conflitto di interesse per la sua vicinanza con il prof. Guido Alpa, suo mentore e consigliere d’amministrazione della banca fino al 2013 e con Raffaele Mincione, di cui è stato consulente «ma per una questione che non ha nessun collegamento con la Banca Carige».

 

Se in casa Lega il provvedimento non provoca alcun sconquasso, per i 5 Stelle la condanna della ciambella dello Stato per salvare una banca è uno degli argomenti con cui hanno vinto le elezioni. La base sul blog delle Stelle è perplessa, sui social il profilo di Luigi Di Maio è preso di mira da migliaia utenti che si infuriano o ironizzano sul provvedimento. Tra i parlamentari il malumore è alle stelle. Alcuni escono allo scoperto, Elio Lannutti e Gianluigi Paragone puntano l’indice contro la mancata vigilanza di Bankitalia e chiedono di nominare con urgenza Marcello Minenna alla presidenza della Consob. «Non può finire tutto sempre pari e patta!» si lamenta Paragone che evoca la rabbia dei Gilet Gialli: «Vogliamo essere come loro? Allora cominciamo a farlo! Sono incazzato! Dobbiamo dimostrare di essere forti, di essere il Governo del cambiamento e di essere vicini alla gente!». Tra i parlamentari della commissione Finanze «il clima che si respira è molto pesante» racconta uno di loro che si dice scettico sulle promesse: «la nazionalizzazione di Carige? Siamo così sicuri che si possa fare? Non è che ci possono venire a raccontare a noi queste cose!». Insomma, sul dl Carige «siamo ad un bivio, se finisce con uno ’spezzatinò della banca è una debacle. Noi esigiamo risposte serie e importanti».

DOA

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