04 agosto 2020

Cultura

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10.07.2020

Palazzo Zabarella riparte dai Macchiaioli

Un autoritratto di Fattori
Un autoritratto di Fattori

PADOVA Dal 24 ottobre, a Palazzo Zabarella, a Padova, saranno protagonisti «I Macchiaioli», con 110 opere, anche inedite, realizzate da maestri come Giovanni Fattori o Telemaco Signorini, Silvestro Lega o Vincenzo Cabianca, espressione di un movimento che si impose sulla scena nella seconda metà dell’800 e che svolse un ruolo di primo piano nella storia dell’arte, e non solo, della nascente Italia unita. Una corrente artistica che testimoniò lo spirito risorgimentale di una nazione e quindi centrale - come ha sottolineato Federico Bano, dell’omonima Fondazione promotrice della mostra, a cura di Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca - appare il sottotitolo scelto: «Capolavori dell’Italia che risorge», dove fondamentale, in epoca di Covis-19, risalta il verbo «risorgere». Bano ha parlato di «coraggio di ripartire», di un obbligo sentito dalla Fondazione di Palazzo Zabarella di dare «un contributo» alla ripartenza anche del settore espositivo perchè «la cultura in Italia è una risorsa importantissima». Da qui la decisione di realizzare una mostra con un tempo di apertura più lungo rispetto ai canoni della Fondazione - «quasi sei mesi, fino al 18 aprile 2021» - con la sola chiusura il lunedì e a Natale. Uno spirito di ripresa sottolineato dall’assessore alla cultura di Padova, Andrea Colasio, che ha posto in evidenza la funzione svolta da Palazzo Zabarella in oltre 20 anni di attività a favore della conoscenza e studio dell’arte italiana dell’800 e nel panorama di una città che ha nella cultura «la sua cifra». Sul piano espositivo, l’attenzione spazierà dai primi anni dei Macchiaioli, tra i ’50-’60, fino ai momenti più maturi, con un’opera, come «Bambini colti nel sonno» del 1896 di Signorini. Un lavoro che già apre la strada alle nuove tendenze artistiche ma che idealmente offre lo spunto alla speranza di un «risveglio», come quello di una nazione colpita da una pandemia. •

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