30 maggio 2020

Cultura

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08.02.2019

Si ripercorrono i cantieri della grande arginatura

La locandina della mostra
La locandina della mostra

La mostra, a ingresso libero, si visita lunedì dalle 14 alle 19, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 14. È un allestimento diffuso negli spazi della biblioteca: dall’atrio alla Galleria rossa dei ragazzi; dalla Protomoteca alle sale lettura fino alla sala Stampe al piano superiore. «Questa scelta», conclude Raise, «permette al visitatore di calpestare e ripercorrere i luoghi e la planimetria dei cantieri del poderoso intervento di arginamento dell’Adige, osservandolo dall’alto. Questo utilizzo della biblioteca concilia le sue funzioni centrali: conservazione-fruizione-valorizzazione». Ancora una volta gli archivi storici di enti e istituzioni aprono una finestra sulla Verona di un tempo per immagini, documenti e progetti, scoprendo un’evoluzione storica oggi a disposizione di tutti grazie a progetti come «Arcover. Archivi del Costruito del territorio veronese in rete», realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariverona, e avviato nel gennaio 2018 da un gruppo di giovani architetti e ingegneri: Michele De Mori, Angelo Bertolazzi, Marco Cofani, Silvia Dandria, Enrico Mischi, Johnny Nicolis, Davide Rizzi. Arcover ha come obiettivo la digitalizzazione, la condivisione, la messa in rete e la valorizzazione del materiale documentario - fotografie, mappe, cartografie - sulla storia di Verona tra Ottocento e Novecento, proveniente dagli archivi storici della città. La mostra alla biblioteca Civica è il frutto della prima fase di scansione del fondo fotografico del Genio civile custodito all’Archivio di Stato. «Le documentazioni archivistiche», spiegano De Mori e Bertolazzi, «testimoniano la trasformazione di Verona e provincia tra gli anni ’20 e ’50 del Novecento. Il materiale inedito è vasto. La sfida è renderlo fruibile al grande pubblico, sia attraverso esposizioni, sia tramite il portale on-line in costruzione che permetterà la consultazione del materiale raccolto». «È nata», aggiunge il direttore dell’Archivio di Stato Roberto Mazzei, «una virtuosa collaborazione tra archivio, enti pubblici e associazioni culturali della città. La mostra è il risultato dello sforzo e della passione di giovani studiosi e professionisti di Arcover che lavorano sul tessuto urbanistico di Verona».

M.V.A.
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