18 agosto 2019

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01.03.2019

Nature morte firmate Brunelli e immagini dal fronte della città

«Solista», opera di Barbara Brunelli
«Solista», opera di Barbara Brunelli

Colori ad olio spatolati, vivacissimi per la mostra «Art at Home» di Barbara Brunelli, visitabile fino all’8 marzo, nella Galleria Massella di via Dietro Filippini 13. L’artista crea nature morte, composizioni varie e paesaggi riferendosi a grandi maestri come Claude Monet, Paul Cezanne, Pablo Picasso. Lo stile è pre-astratto e pre-cubista e fa riferimento ai microcosmi del quotidiano, intrisi di ricordi, e ai macrocosmi dei paesaggi della natura con una costante ricerca di forza e di serenità. Non mancano le immagini drammatiche come «Il vecchio malato di Alzheimer» che con gli occhi vuoti cerca affannosamente ricordi e brani di vita sfuggenti. Triste la barca solitaria di «Marina d’inverno», ma il cielo rosato promette una speranza. Forme arrotondate, strisce colorate ed un albero giallo per «Paesaggio rurale» che comunica una senso di ammirato stupore per la natura. In «Solista», una chitarra sembra suonare per un invisibile personaggio che ha appena gustato un caffè in una tazzina bianca accompagnata da una vecchia caffettiera. C’è un’aria d’altri tempi che racconsola. Un omaggio a chi guarda «Otto rose su sfondo blu». Le corolle gialle si affacciano da un vaso di vetro verde che ne esalta la luminosità. In «Natura morta con lo gnomo» c’è un divertente pupazzo creato dall’artista stessa, e si scatena l’allegria. In «Natura morta con margherite» i petali sono gialli e dialogano con un cesto di frutta, una bottiglia ed un bricco rosso e blu. ISTINTO URBANO. Si intitola «Istinto Urbano Geometria Astrazione Metafisica» la mostra fotografica ideata e curata, per Quinta Parete, da Federico Martinelli è aperta fino al 10 marzo nella «Sala Birolli» di via Macello 5. «Dopo il successo di “Impronte 4. Istinto Urbano”, assieme ai fotografi, è nato il desiderio di riprendere questo tema così affascinante e ricco di spunti» dice Martinelli. «Ho proposto a ognuno dei fotografi di “osare” ancora più nel racconto del particolare urbano... di realizzare o trovare negli archivi scatti ancor più originali, che facessero leva sulle geometrie insite nel tessuto urbano o, ancora, nel movimento e nel gioco di forme che porta alla dissoluzione dell’immagine». In ogni opera domina un senso di solitudine. Di frequente è assente la figura umana come se le città ingoiassero le individualità, e le architetture fossero costruite solo per se stesse, indifferenti a contenere vite e respiri, gioie e drammi individuali. Forse la mostra vuole anche dimostrare che nel mondo attuale si privilegia il contenitore al contenuto. Le foto però sono spettacolari e mirate alla ricerca di una muta bellezza. Di ispirazione metafisica «Solitario» di Mara Balabio con una costruzione circolare posta davanti ad un muro che allude ad un oltre la siepe. Una cupola a vetri e il particolare di una automobile rossa per Marco Bonadonna. Una costruzione che pare una vela e grattacieli vertiginosi per Barbara Boni. Sguardi sui sogni ed una giostra senza bimbi gioiosi nell’obiettivo di Elena Campedelli. Case come alveari e un cielo lontano in Stefano Campostrini. Erba da accarezzare davanti al muro di una casa ed un rettangolo di cielo, una foglia dimenticata e oggetti segnaletici stradali negli scatti di Stefano Mazzi. L’attenzione di Maria Scarmagnani si sofferma sulle finestre, su una pavimentazione ad onde e su specchi frantumati. Scale ripide per arrivare ad una cupola e sguardi vietati da spessi vetri per evitare intromissioni dentro le sale di un caffè per Maria Tegazzini. Il tunnel d’acciaio di un aeroporto e un gioco di rettangoli (case ed un espositore vuoto) attirano l’interesse di Patrizia Trevisan. Antonella Vecchi si sofferma su una finestra azzurra sul mare e sulle onde solide, fatte di spatolate di cemento su un muro esterno le cui finestre sono sigillate come occhi ciechi. Fra gli ospiti, Stefano Rossin con una originale visione di Venezia e Alessandro Carone con una ingegnosa composizione fatta da elementi del computer e pile per la sua «Città riflessa». SAN ZENO. La Galleria Giustizia Vecchia, Chiesa della Giustizia Vecchia di piazza San Zeno inaugura domani 2 marzo alle 18,30 una mostra collettiva. •

Vera Meneguzzo
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