18 agosto 2019

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09.05.2019

Licia Massella rilegge Giulietta Diaz Sosa, la ribellione si fa arte

«Exodos de Nuevo Milenio» di Gustavo Diaz Sosa
«Exodos de Nuevo Milenio» di Gustavo Diaz Sosa

Si chiude oggi nello spazio espositivo di San Giorgio di Valpolicella, in piazza della Pieve, la mostra promossa da Uberto Tommasi. Un excursus sulla pittura e sulla scultura di alcuni noti artisti. Presente la serigrafia del manifesto per la mostra svoltasi nel 1972 alla galleria La Meridiana di via Oberdan. Di Brusamolino il disegno picassiano di un volto di donna in profilo. Per Andreina Robotti, segni neri somiglianti ad una grata su fondo bianco e un paesaggio con molti colori e due colombe. Segni geometrici per la «Prova colore» di Cicano. A firma Innocente, un’opera con 3.300 strisce rosa e azzurre appaiate, un’altra con tocchi diagonali arancione, un’altra ancora con segni paralleli sfumati in righe verticali. Di Salvatore Fiume, il disegno di una bagnante mentre alcuni uomini la guardano. Occupa tutta la tela con una forma orizzontale la «Macchina inutile» di Bruno Munari. Gino Moro presenta invece un nudo femminile. La Galleria Giustizia Vecchia ospita fino al 12 maggio, nella chiesa di Santa Maria in piazza San Zeno, opere di tre pittori. Petruska Merisio crea quadri multicolore con accenni di muri, occhi, pesci, piume. Oppure fa dominare il bianco e nero con forme geometriche. Salmo (Alberto Salmoiraghi) ha una attrazione verso il corpo umano interpretato nella sua vulnerabilità. Le linee sono morbide, le pose in sensuale abbandono. I volti di donna e di ragazzo sono in bianco e nero o a colori su carta screpolata. Francesco Savinelli con «Segno, colore, materia» offre una pittura che rappresenta impronte di vita da osservare come una cosa viva. La sua arte nasce da ricordi, fatti emozionali, sensazioni che vengono rappresentati per essere interpretati dallo spettatore come interiorità proprie che non necessariamente coincidono con quelle dell’autore. Galleria Massella Grandi manifesti e alcune sculture sono proposti fino al 19 maggio (orario: 15/19) dalla galleria Massella in via Dietro Filippini, 13. «Shakespeare Murales», a cura di Licia Massella e Solimano Pontarollo, comprende opere a smalto su cartone del gruppo Eyelar Design che raffigurano l’immagine del Bardo e le scritte Montecchi e Capuleti in nero e rosso come omaggio alla tragedia di Romeo e Giulietta. Il volto di Shakespeare sembra reale e ci guarda per rammentarci quanto i sentimenti descritti nei suoi lavori sia così vicini alle nostre emozioni. Le sculture in terracotta, inedite, dedicate a personaggi del Medioevo, sono state eseguite dai ragazzi del laboratorio del corso d’arte delle Scuole Aportiane. Raffigurano Shakespeare, Cangrande, Re Lear. In mostra anche la scultura di Massella «Giulietta» in bronzo terracotta. Spazio 6. Arte di denuncia verso ciò che è mirato alla sottomissione umana, negli oli e disegni di Gustavo Diaz Sosa (nato a Cuba nel 1983), in esposizione alla galleria Spazio 6 di via Santa Maria in Organo fino al 22 maggio. Nelle opere vengono anche usati collage, tecniche miste, carboncino, smalto. Ma più che servire come manifesto di protesta sociale, queste creazioni esprimono una proiezione esistenziale verso il futuro. I lavori registrano lo stato attuale degli esseri viventi che percorrono il loro cammino non consci dell’orrore che viene loro proposto come verità. I personaggi, piccoli uomini, molto espressivi nella loro essenzialità, fuggono ignari di dove si trovino le porte di uscita delle mura ciclopiche che li imprigionano. Sono i muri della burocrazia, dell’ordine stabilito, delle dissennate imposizioni. Come animali in transumanza, i personaggi si uniscono in branchi per salvarsi. I colori cupi di ogni lavoro rendono ancora più drammatico lo stato d’animo di chi cerca una speranza ben consapevole che difficilmente la troverà. •

Vera Meneguzzo
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