19 giugno 2019

Cultura

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19.09.2018

In sala Birolli
una retrospettiva
su Fermo Ferrarese

Una delle opere esposte
Una delle opere esposte

Di cognome faceva Ferrarese. Ma l’artista nativo di Bovolone, uscito da quella stessa accademia (la Cignaroli) che sul far del secolo scorso sfornò anche esponenti della pittura scaligera del calibro di Dall’Oca Bianca e Guido Farina, era un veronese doc. Al suo contributo artistico è dedicata la mostra “Fermo Ferrarese, traccia e colore nel segno del Novecento” organizzata dall’associazione culturale Quinta Parete e Prima Circoscrizione, che inaugurerà il 21 settembre, nella Sala Birolli di via Macello, alle 18.

 

La retrospettiva sull’autore (1911-1994), corredata da fotografie di Mara Balabio e Lorenzo Salvucci, racconta la Verona di Ferrarese, formatosi nell’humus culturale degli anni Trenta, e contaminato anche da esperienze pittoriche di altre città venete. L’essenzialità del suo tratto suggerisce la cifra stilistica della sua arte sin dagli esordi, un percorso che lo avvicina alla ricerca di Filippo De Pisis ma che lo caratterizza per una ancor più̀ ricercata schematizzazione del segno.

 

«Oltre alle tele in cui il colore riempie l’intera superficie, l’artista ci lascia opere nelle quali la minutezza cromatica, sembra invitare l’osservatore a farsi egli stesso carico di riempire quei vuoti. Ciò a significare che l’arte è talmente forte che basta veramente poco per dare un segno, dire di un paesaggio, una natura morta o un ritratto», spiega Federico Martinelli, di Quinta Parete, curatore dell’esposizione, che sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 16:00 alle 19:30, e il sabato e domenica con orario 10-12.30 e 16-19.30.

 

«E se il moderno potrebbe conferire un carattere vigoroso rispetto all’abitudine assorta degli anni precedenti, ecco che in Ferrarese, l’equilibrio delicato della luce restituisce una luminosità̀ omogenea e diffusa, diventano espediente per dare alla sua arte un carattere universale, nel binomio inscindibile tra tradizione ricerca». Al taglio del nastro saranno presenti voci della Prima Circoscrizione, lo stesso Martinelli nonché fotografi ed eredi dell’artista che hanno messo a disposizione il loro archivio pittorico. 

F.Sagl.
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