18 gennaio 2020

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27.11.2019

QUEI VICINI DELLA PORTA ACCANTO

Palazzoni popolari in periferia, in uno di questi abita la famiglia Piotta
Palazzoni popolari in periferia, in uno di questi abita la famiglia Piotta

È uscito nelle librerie per Neri Pozza, «La famiglia Piotta», collana I Narratori delle Tavole, pagine 287, 15 euro, l’ultimo libro di Silvino Gonzato, giornalista e scrittore, autore tra le tante cose de La Posta della Olga su L’Arena. Qui Gonzato abbandona le avventure esotiche di molti suoi precedenti libri «salgariani», accantona per un attimo il reportage già premiato come Lievito madre, lascia la ricerca storica della «Venezia libertina» per tuffarsi nella quotidianità popolare, quella che gli è tanto cara e che così bene sa cogliere nelle sfumature, nelle battute, nella vita semplice e faticosa di tutti i giorni. La vita quotidiana di chi vive nei palazzoni popolari, non dei ricchi e borghesi, ma di chi deve arrivare a fine mese, correre dietro ai figli, assistere anziani e amiche in difficoltà. La famiglia Piotta, dove la protagonista è la popolare, saggia e spigolosa Delfina, è un affresco di periferia, sullo sfondo c’è Verona ma potrebbe essere ambientato ovunque nel Nordest come nei quartieri popolari delle metropoli da Milano a Torino. E in questi affanni quotidiani, c’è sempre lo sprazzo per l’ironia, per la battuta tagliente della saggezza popolare, anche per la parolaccia come sfogo di umanità, che ci sta per scaricare lo stress di chi ha a che fare con mille incombenze e vive una vita in perenne ritardo, con l’incubo di non riuscire a prendere dappertutto. Gonzato ci porta in un palazzone dell’Italia del Nord, uno di quegli edifici di sette piani che sembrano anonimi ma in realtà contengono un microcosmo di varia umanità. Un palazzone grigio, che si confonde con la nebbia e qui vive la famiglia Piotta. Il perno centrale attorno a cui tutto ruota, come del resto nella vita vera, è una figura femminile, quella di Delfina, che in questo condominio e in questo quartiere regna incontrastata. Lavora alla Pulisecco Dora Sprint per due giorni, a otto euro l’ora per un totale di sedici ore settimanali. Lei manda avanti la baracca perché non può fare grande affidamento sul marito, Arcibaldo Piotta detto Arci, operaio stagionale in una fabbrica di dolci, gaffeur impenitente e ipocondriaco incallito, che alle mura di casa preferisce, invece, il Bar Mafy. Delfina e Arci hanno cinque figli, un caleidoscopio di situazioni, a cominciare dal morosetto di Gloria, la secondogenita, che è un nero nato in Italia da genitori ghanesi e che Arci fa fatica a digerire. La mamma, come al solito, deve mediare, smussare, far ragionare tutti. Qui c’è il circolo ricreativo del cav. Nani, la Multipla per tutta la famiglia, il cane, le cocorite e la tartaruga. Un caravanserraglio familiare dove imperversano i due gemellini nati anche quando Delfina aveva giurato che avrebbe chiuso con la prole; all’esterno ci sono le amiche del cuore, al primo posto Elide, che non ha figli e vive col secondo marito Klauss Piffer, di origini altoatesine, che lei chiama per cognome, Piffer. E, infine, i vicini: i Magnabosco, marito e moglie, lui suonatore di fisarmonica ai matrimoni, lei collaboratrice domestica; la vedova Meneghetti che di notte batte il pavimento col manico da scopa e tanti altri. Per tutti Delfina ha una parola di conforto e di biasimo a seconda delle circostanze, per tutti è una consigliera irrinunciabile con la sua prontezza di spirito e la sua sagacia popolare. Un romanzo che scorre via veloce, divertente con una punta di amarezza perché tutti possono riconoscere scene di vita quotidiana già vissuta, tra solidarietà e storie di integrazione. E Gonzato riesce a dare anche a una vita di periferia la vivacità e la felicità di tutti quelli che in questo condominio nonostante tutto si accontentano e badano alla salute, trascinati dalla forza di una donna, anzi delle donne, vere protagoniste del libro, così comico e così popolare. La presentazione sarà il 4 dicembre alle 18 alla Feltrinelli di via Quattro Spade • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maurizio Battista
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