06 aprile 2020

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03.01.2020

La seconda guerra fredda: parla Rampini

Federico Rampini
Federico Rampini

«È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, perché nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale». Racconta le origini e le possibili conseguenze del divorzio tra Usa e Cina il nuovo libro di Federico Rampini «La seconda guerra fredda – Lo scontro per il nuovo dominio globale» (Mondadori 2019, pp. 240, 19 euro). E sarà l’autore stesso a presentarlo, in un doppio appuntamento veronese che lo vedrà il prossimo 9 gennaio ospite al Banco Bpm in via San Cosimo, 10, alle 18, nell’ambito della rassegna «Incontro con l’Autore», e all’Istituto Copernico-Pasoli in via Dalla Corte 15, alle 21. A quindici anni dai suoi best-seller «Il secolo cinese» e «L’impero di Cindia», Rampini torna e ci apre gli occhi: il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto. Lui lo conferma dalla prospettiva privilegiata che lo ha visto, spesso, testimone diretto dei cambiamenti epocali che hanno travolto il pianeta in questi ultimi decenni: corrispondente di Repubblica da New York, già vicedirettore del Sole 24 Ore, è stato inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino, insegnando alle università di Berkeley, Shanghai e alla Sda-Bocconi e partecipando al Council on Foreign Relations, think tank Americano di relazioni internazionali. Rampini ci riporta indietro nel tempo, al disgelo Usa-Urss che trent’anni fa portò alla fine della guerra fredda. «Un disgelo che era cominciato ancor prima che cadesse il Muro di Berlino», scrive. «Per questo abbiamo un ricordo sbiadito delle tensioni acute tra i due blocchi, quando la guerra nucleare era un pericolo concreto e attraversare la ‘cortina di ferro’ era un’impresa. Per i giovani nati dopo quel fatidico 1989 il concetto di guerra fredda è astratto. Ammesso che ne abbiano sentito parlare». Già, perché spesso con i programmi di storia a scuola si arriva a malapena a raccontare quegli anni. E dunque, come sottolinea il giornalista nella prefazione, «è ora di riscoprire quel concetto, ma aggiornato alla nuova realtà». E si va quindi a ripercorrere la trasformazione turbolenta che sta riguardando gli equilibri mondiali: «Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell’intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all’avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, unendo Confucio e la meritocrazia teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione». E l’Italia e l’Europa? «Siamo terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta, mentre in Africa è in corso un’invasione cinese di portata storica», ci ricorda Rampini. Insomma, due imperi, uno declinante e l’altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. Di certo, però, nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. «Neppure i leader delle due superpotenze», conclude Rampini, «hanno un’idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo». •

Silvia Allegri
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