17 agosto 2019

Cultura

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20.01.2019

La Shoah, i luoghi della persecuzione

Il palazzo dell’Ina in corso Porta Nuova dove le SS avevano le celle Le case del ghetto ebraico prima della ricostruzione
Il palazzo dell’Ina in corso Porta Nuova dove le SS avevano le celle Le case del ghetto ebraico prima della ricostruzione

I binari oggi sono popolati da studenti e pendolari, ma 75 anni fa, per la stazione di Porta Vescovo sono transitati convogli di ebrei. Ogni giorno lo struscio di via Mazzini lucida la cortina d’ottone che segna il limite del ghetto ebraico. E dietro il grigiore degli anni che ha imbellettato il palazzo dell’Ina c’è una storia di violenze e persecuzioni per mano delle SS. I luoghi raccontano il passato della città. Lo fanno anche in maniera silente, nonostante gli anni ne abbiano cancellato i segni. E ora hanno un alleato in un gruppo di fotografi che ha portato a termine il progetto salva-memoria «Magazzino Verona. I luoghi del ventennio», nato in seno allo spazio di cultura fotografica «Cabaret Voltaire», a cura di Vittorio Rossi, Erich Perrotta e Gianluca De Santi, e con il supporto di trentina di fotografi, tra cui Flavia Marani, Noy Jessica Laufer e Massimo Sbardelaro. Il gruppo, partendo nel 2017 dalla cartina topografica sui luoghi della Resistenza pubblicata alcuni anni fa dall’Istituto veronese per la storia della Resistenza, ha integrato quel lavoro immortalando con migliaia di scatti un centinaio di luoghi che hanno rivestito importanza a Verona durante il Ventennio e recuperandone la memoria: edifici di architettura, sedi della Gestapo e delle SS, uffici della Repubblica sociale italiana, ma anche spazi simbolo della Resistenza e della persecuzione ebraica. Già, perché la nostra città, centro nevralgico della Rsi, non fu esente dal contributo alla Shoah. A questa i fotografi di Magazzino Verona hanno dedicato una sezione apposita che sarà esposta, dal 22 al 29 gennaio, alla Società Letteraria, in piazzetta Scalette Rubiani, in collaborazione con la Comunità ebraica. La mostra, che sarà inaugurata ufficialmente mercoledì 23 gennaio, alle 18, sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 nei giorni in cui in piazza Bra si potrà visitare il vagone che ricorda le deportazioni degli ebrei. «La vicinanza non è casuale perché offriamo così un modo per integrare il ricordo della Shoah», spiega Rossi. Magazzino Verona consta di cinque sezioni per un totale di 260 scatti. Un tesoro imponente che ha spinto gli organizzatori a esporre le fotografie per ambiti tematici e ciascuno in un luogo diverso della città da qui ai prossimi mesi. La prima sezione è appunto quella dedicata ai luoghi delle persecuzioni ebraiche, poi si passerà a quelli del Nazismo, della Rsi, della Resistenza e dell’architettura del Ventennio. A marzo, infine, sarà pubblicato il volume «Magazzino Verona» che riporta tutte le immagini, selezionate tra diecimila scatti, accompagnate da focus storiografici sui siti ritratti. «Dopo alcune ridotte anteprime, quella della Letteraria è la prima uscita ufficiale del nostro progetto», continua Rossi. «Esporremo le foto della sezione ebraica ma anche quelle dei luoghi legati alla persecuzione politica o dei partigiani, dal palazzo dell’Ina ai forti sulle Torricelle usati come prigioni. Ci saranno immagini di ciò che rimane del ghetto e dei binari di Porta Vescovo». Tra i luoghi delle persecuzioni c’è anche un vecchio casolare inghiottito dalla natura a Montorio, un tempo vicino alle casermette e utilizzato come campo di raccolta degli ebrei rastrellati a Roma. Di quel casolare a Vegron, vicino a Mattarana, si era perso traccia, perché divenne poi uno stanzone per gli ufficiali e ora è in stato di abbandono. «Con il progetto vogliamo lasciare una memoria a tutti i veronesi», concludono Rossi, Marani, Noy Laufer e Sbardelaro. «E vogliamo coinvolgere le scuole che invitiamo a farci visita. È importante istruire i giovani che camminano per la città perché sappiano cosa rappresentano queste mura e ricordino cosa è successo. Il nostro lavoro lascerà un’eredità importante alla città». Il progetto ha ottenuto, infatti, il patrocinio di enti culturali e ordini professionali e lo sponsor di molte imprese veronesi. Le mostre saranno sempre presidiate e i fotografi guideranno i visitatori. Le scuole possono prenotare una visita alla Letteraria scrivendo a noyjessicalaufer9@gmail.com. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Vittoria Adami
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