25 febbraio 2020

Cultura

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26.07.2015

Foresta di cavalletti con opere di Tavella

Aldo Tavella nel 1994
Aldo Tavella nel 1994

Nella Foresta dei Cavalletti nel cortile dell'Accademia di Belle Arti viene allestita la mostra di opere del maestro veronese Aldo Tavella, che sarà ospitata da venerdì 31 luglio fino al 2 agosto, per iniziativa dell'associazione culturale Aldo Tavella.Fino al 23 agosto, in coincidenza con la rassegna teatrale «Il teatro è servito sotto le stelle», teatro d'arte della Nuova Compagnia Teatrale di Enzo Rapisarda, l'entrata dell'Accademia si trasformerà in anfiteatro e proporrà la performance «La foresta dei cavalletti» curata dal professor Francesco Ronzon, docente di Antropologia culturale. Il progetto artistico consiste in un'installazione formata da un insieme di immagini sui cavalletti. Dopo Rusty/Crusty sarà la volta di Still Life, fino al 10 agosto, e quindi di Details, dal 10 al 23 agosto.La mostra dedicata a Tavella, ad ingresso gratuito, in orario serale, dalle 20 alle 22 nel cortile dell'Accademia, proporrà 28 opere dell'artista che all'Accademia di Belle Arti fu titolare della cattedra di affresco e pittura nonchè direttore tra il 1982 e il 1985. Lo scorso novembre l'Accademia gli ha intitolato una sala nel decennale della morte. «Ricordare Aldo Tavella, che con la sua passione ha contribuito alla creazione della nostra Accademia», dice il presidente Stefano Pachera, «è un'occasione in più per aprire le porte alla città e rendere la nostra istituzione parte integrante della cultura cittadina. Tavella incarna il sostanziale equilibrio tra la maestria del lavoro tradizionale e l'innovazione delle forme e dei colori, metabolizzati in uno stile che rimane personale, tra l'oggettività culturale un'espressività istintiva, tra la poesia della commedia umana e la pungente ironia, che va tramandato».Spiega Romano Tavella, figlio dell'artista e presidente dell'associazione culturale intitolata al padre: «Io e i miei fratelli siamo sempre felici di ricordare nostro padre mettendo in mostra parti della sua produzione. Parlo spesso di mio padre come di un ragazzino ultranovantenne e questo è il motivo per cui ho deciso di far scegliere i quadri da esporre a mio nipote Alessandro che ha 19 anni. Il suo entusiasmo per opere meno note del bisnonno mi ha dato modo di pensare ancora una volta alla grandezza insita nella semplicità di mio padre, un artista che ha lasciato una produzione fresca e poliedrica, piena di storia ma al contempo attuale. Penso che la qualità più grande di un artista non stia tanto nella tecnica, nei cromatismi e nelle forme, quanto in qualcosa di più profondo: nella capacità di suscitare emozioni e suggestioni sempre nuove, che si presentano con istintiva immediatezza».o

Elena Cardinali
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