19 ottobre 2019

Cultura

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30.05.2019

Le antiche strade del Veronese tesori nascosti sotto i nostri piedi

I resti delle strade antiche, che per secoli hanno fatto di Verona un crocevia, sono tesori sepolti che si snodano sotto i nostri piedi, dalla Valpolicella alla Bassa. Emergono inseguendo delle tracce, oppure per caso, aprendo un cantiere. Ma quando tornano alla luce ci fanno scoprire qualcosa in più del territorio. È accaduto in tempi recenti con la scoperta, a opera degli archeologi dell’Università di Verona, di una necropoli romana a Gazzo, a lato di un tratto sommerso di strada che proprio grazie alla datazione dei reperti è stata identificata nella Claudia Augusta Padana, importantissima via che collegava Ostiglia con l’Oltralpe. A questo e altri percorsi stradali del passato è dedicato il volume «Verona e le sue strade. Archeologia e valorizzazione» che viene presentato oggi pomeriggio, alle 17.30, nella sala multimediale del Palazzo della Dogana. Partecipano il soprintendente per Verona, Vicenza e Rovigo Fabrizio Magani; Franco Marzatico, soprintendente alle Belle arti della Provincia autonoma di Trento; Arnaldo Soldani, direttore del dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona; Stefania Pesavento Mattioli dell’ateneo di Padova. La pubblicazione prende le mosse dalla giornata di studi «In itinere. Verona e le sue strade», organizzata nel 2017 dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio e dal dipartimento CuCi, con i Comuni della Valpolicella interessati dal passaggio della via Claudia Augusta. In quell’occasione si era parlato di scoperte nel campo della viabilità antica, ma anche di esperienze innovative per promuoverle e farne un volano turistico, oltre che economico. Il libro stesso è organizzato secondo questi due criteri. La prima sezione è dedicata alla ricerca sul campo e racconta - anche ai non addetti ai lavori - le indagini archeologiche e il lavoro di tutela svolti dall’università e dalla Soprintendenza in stretta collaborazione con le amministrazioni locali. Oltre al caso di Gazzo Veronese, si parla di ritrovamenti come quello di Grezzana, dove il cantiere per la riqualificazione di piazza Ederle ha portato alla luce un mausoleo altomedievale tra i più grandi dell’Italia settentrionale. Ancora, durante gli scavi per la posa del metanodotto Snam a Oppeano è saltato fuori un tracciato in legno dell’Età del Bronzo circondato da resti di palafitte; un rinvenimento straordinario per un territorio come il nostro, dove sono rare le strade risalenti a quell’epoca. Di questa sezione fa parte anche un capitolo dedicato ai lavori in corso. «Sono solo momentaneamente interrotti gli scavi in piazza Bra, dove pochi mesi fa (durante un cantiere per la posa di alcune infrastrutture idrauliche, nda) è stata ritrovata una strada romana, a poche decine di metri dall’Arena, che molto probabilmente segnava il limite fra la zona di pertinenza dell’anfiteatro e quella occupata delle strutture residenziali e artigianali». Lo spiega Brunella Bruno, archeologa della Soprintendenza che ha curato il volume insieme a Patrizia Basso (docente di Archeologia classica all’università), Claudia Cenci e Piergiovanna Grossi. «Li riprenderemo dopo la stagione lirica e dei concerti», annuncia. Anche alla caserma Passalacqua, oggetto di indagini archeologiche dal 2011, «prevediamo di ripartire a breve». Nella porzione del compendio che confina con il Polo Zanotto era emerso un vasto insediamento, con tanto di settore produttivo, collocabile tra il primo e il quarto secolo dopo Cristo. La seconda sezione del libro è dedicata alla valorizzazione del patrimonio, in particolare alle esperienze di divulgazione dei risultati di scavi e ricerche che altrimenti rimarrebbero appannaggio di pochi esperti. «A Verona», sottolinea Bruno, «è stato messo in atto un esperimento di Public archaeology dedicato alla documentazione di un tratto della Postumia», decumano massimo nonché strada consolare che attraversava la città. Il progetto, sempre una collaborazione fra Sabap e università, ha consistito «nella costruzione di alcune pagine di Wikipedia dedicate ai siti archeologici che si trovano lungo questa strada e prima inesistenti», come quella sul Capitolium di corte Sgarzerie. •

Laura Perina
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