23 luglio 2019

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09.12.2018

L’amica geniale sbanca in tv e librerie

Il libro di Elena FerranteL’ultimo saggio di Alberto Angela
Il libro di Elena FerranteL’ultimo saggio di Alberto Angela

MACCHIETTISTICO. Boom di ascolti su Raiuno per i primi due episodi de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, la scrittrice partenopea, che pubblica sotto pseudonimo. Così il best-seller conquista pure la vetta della classifica veronese. La Ferrante racconta, in una tetralogia sulla carta, l’amicizia tra due bambine, poi adolescenti, adulte, fino all’incipiente vecchiaia. Lila e Lenù si incontrano in un quartiere povero, periferico della Napoli del dopoguerra tra camorra, usurai, gente che punta ai soldi facili. Crescendo, cominciano subito a differenziarsi, la prima, a cui i genitori impediscono di proseguire gli studi, è presa dalla “fatica”, il lavoro. Ed è costretta a crescere troppo velocemente. L’intelligentissima e cupa Lenù, con la frequentazione del ginnasio, si lascia chiudere in una bolla, fatta di libri, ma pure d’ignoranza. I primi due episodi televisivi seguono pedissequamente il romanzo, non essendo, però, a nostro parere all’altezza dello stesso. Dato, soprattutto, che i personaggi minori sfumano in stereotipi macchiettistici. SCIATTO L’autunno avanza e cresce nell’inverno. Oltre all’inquietudine, provocata dalle ombre di questa stagione, si crea un «Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone», l’ultimo thriller di Maurizio De Giovanni per Einaudi. Abbandonato l’ispettore Ricciardi, la sua prima creatura, che operava negli anni Trenta, l’ex bancario, scrittore quasi per caso, continua a sfornare avventure con i suoi «Bastardi». Nel romanzo arriva a dar man forte alla squadra, guidata dall’ispettore Lojacono, una nuova protagonista, una ragazza del Nord con una bambina di undici anni, una sorta di piccola Mafalda, che garantirà al lettore numerose sorprese. Nel frattempo De Giovanni è diventato un re Mida della televisione. Con Alessandro Gassman, nel ruolo di Lojacono, registra ascolti da record. Allora qual è il problema? Scrive troppo e troppo affrettatamente, confessa lui stesso di «non elaborare maniacalmente le mie pagine». La sua correttrice di bozze è la moglie Paola «una lettrice speciale che mi dà consigli fondamentali». Che studi ha fatto costei, con quale competenza “consiglia”? Guardate i risultati: una scrittura sciatta in primo luogo. DIVULGATIVO. Arriva Alberto Angela, figlio di tanto padre e promosso dalla tv. Ma il “ragazzo” appare serio, motivato, appassionato della ricerca. Sembra anche sia riuscito a differenziarsi da Piero, non deve essere stato un compito facile. Il suo nuovo saggio ha per titolo «Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità» (Harper Collins Italia). Angela narra di quanto la regina d’Egitto sia stata una donna moderna e completa. Moglie, madre, amante, stratega, una figura più rilevante, secondo il divulgatore, di Elisabetta I d’Inghilterra. Sfata la leggenda di una Cleopatra fisicamente splendida e perciò grande seduttrice. La sua arma segreta sarebbe stata la cultura. FAULKNERIANO Entra in classifica un thriller faulkneriano «La resa dei conti» (Mondadori) di John Grisham. Il Re del legal thriller si discosta in parte, ma non troppo dal suo genere, per raccontare la provincia americana più profonda e depressa. Ritroviamo, come nei drammi di Tennessee Williams, soprattutto “Un tram chiamato desiderio”, i temi della follia e della proprietà familiare in pericolo. La vittima, dato che siamo sempre in un giallo, è un reverendo metodista, che cade sotto i colpi di una Colt calibro 45. La storia si svolge in un freddo mattino del 1946 e risulta facilissimo individuare l’omicida che, tra l’altro, dichiara: «Sapevo quello che stavo facendo», frase che gli costerà molto cara. Si tratta del contadino Pete Banning: ma perché, veterano della seconda guerra mondiale, pluridecorato, ha ucciso? Forse gli ha dato alla testa la prigionia sotto i giapponesi? BESTIALE Francesco Piccolo in quinta posizione con “L’animale che mi porto dentro” (Einaudi). Confessa, in varie interviste, di fare lo scrittore per “ribadire la diversità dagli altri maschi ed inseguire il miraggio della sensibilità”. Che scrittore sarebbe diventato Piccolo, tra l’altro Premio Strega 2014, con «Il desiderio di essere come tutti»? La sua mediocrità colpisce, specialmente se lo si paragona ad un altro Strega, Cesare Pavese, una grande anima in un immenso disagio. Ma che gli rendeva la scrittura impagabile. Il libro del casertano sembrerebbe una specie di analisi sulla sofferenza, che comporta essere maschio. E quindi dover continuamente reprimere bestialità, violenza, schiavitù dal desiderio. Su ogni donna che incontra Francesco si pone stringenti interrogativi tipo «come sarà nuda, chissà se le piaccio, sembra desiderosa». Lo sforzo che deve compiere per non saltarle addosso gli costa una fatica immensa. A questo punto sospendiamo il giudizio. RAGAZZI Con l’avvicinarsi delle feste consigliamo, questa settima, un romanzo natalizio. Si tratta di «Cosa l’amore può fare» (Einaudi Ragazzi) di Louisa May Alcott, l’autrice di “Piccole donne”, dai sette anni. Niente regali, quest’anno per Dolly e Grace, i soldi racimolati cucendo camice, basteranno appena a sfamare i fratellini. Ma una vicina di casa, Miss Kent, decide di non girarsi dall’altra parte. •

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