29 marzo 2020

Cultura

Chiudi

28.01.2020

Il Dna di Cangrande
verrà svelato
da dito e fegato

La falange di un piede ed un pezzo di fegato. Sono questi i campioni biologici acquisiti dai resti di Cangrande della Scala e su cui, per la prima volta, sarà effettuato uno studio completo del DNA. Il progetto di studio, che si concluderà nel 2021, sfrutterà quindi l'analisi del genoma per supportare e integrare la ricostruzione storica della vita del grande scaligero, amico del poeta Dante Alighieri e, dallo stesso, celebrato in un canto della Divina Commedia.

 

L’indagine storico-scentifica, denominata «Il genoma di Cangrande della Scala: il DNA come fonte storica», rientra fra gli eventi celebrativi del settimo centenario della morte del sommo poeta ed è promossa dal Comune di Verona, attraverso i Musei di Castelvecchio e di Storia Naturale, insieme all’Università di Verona - Dipartimento di Biotecnologie, nell'ambito dei Joint projects cofinanziati dall’ateneo.

 

Lo studio prosegue il percorso d’indagine avviato nel 2004 dalla Direzione Musei d'Arte e Monumenti che, in collaborazione con le Soprintendenze territoriali competenti, l’Università degli Studi di Verona, l’Università degli Studi di Pisa, l’Azienda Ospedaliera di Verona, promosse e coordinò l’apertura dell’arca di Cangrande della Scala e la ricognizione dei resti al suo interno. Reperti ancora perfettamente mantenuti e corrispondenti a quelli ritrovati nell’apertura eseguita nel 1921 e documentata dalla stampa da negativo su vetro di Luigi Cavadini.

 

l prelievi dei campioni biologici sono stati eseguiti questa mattina, in ambiente sterile, al Museo di Storia Naturale alla presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, del Rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini, del direttore dei Musei Civici Francesca Rossi e del genetista Massimo Delledonne, componente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Presenti, anche il Curatore della sezione di zoologia del Museo di Storia Naturale Leonardo Latella e il Curatore delle collezioni d'arte medievale e moderna del Museo di Castelvecchio Ettore Napione.

 

Cangrande, per i suoi tempi (il 1300), presentava una struttura fisica imponente, caratterizzata da un’altezza oltre il 1,70 e una struttura cranica di ampie dimensioni, di cui a Verona fu realizzato il calco alcuni anni fa.

 

Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie