20 febbraio 2020

Cultura

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24.07.2019

La collezione della Farnesina uno scrigno d’arte che cresce

Tempio della diplomazia e galleria di capolavori straordinari dell’arte italiana contemporanea da far invidia ai grandi musei. Il ministero degli Esteri festeggia i venti anni della sua preziosa raccolta di opere dei maestri della scena artistica del Paese aggiungendo venti lavori di autori entrati tra i classici del Novecento e di giovani impegnati nel fondere ricerca estetica e nuove tecnologie, tradizione e innovazione, tendenze attuali e linguaggi del futuro. E così con le prove di Campigli, Burri, Greco, Marini, Paladino, Pomodoro e Capogrossi che arricchiranno gli ambienti della Farnesina, saranno in mostra le installazioni di «sculture di dati» provenienti dal web di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, le sperimentazioni tra arte e scienza di Luca Pozzi e la video esperienza immersiva di Carola Bonfili. Ad illustrare i nuovi arrivi è il catalogo «Oltre i confini», con l’introduzione dell’ambasciatore Umberto Vattani, che nel 1999 ideò e realizzò la Collezione, e i contributi di Greta Alberta Tirloni, Paolo Serafini e Cesare Biasini Selvaggi. Il patrimonio artistico del ministero degli Esteri conta più di 470 opere, alcune di proprietà e altre concesse in comodato d’uso gratuito, di più di 250 artisti. Un concentrato di quantita e qualità che ha vinto il premio «Mecenati del XXI secolo» come migliore collezione d’arte nelle Istituzioni pubbliche. «La Collezione Farnesina è divenuta un elemento di forza e di identità nelle attività di diplomazia culturale svolte da questa Amministrazione», ha detto il segretario generale, ambasciatrice Elisabetta Belloni, «e continuerà a essere al centro di eventi e conferenze internazionali, mostre, aperture al pubblico che caratterizzano sempre più il ministero degli Esteri come “struttura di servizio“ a disposizione del Sistema Paese». La collezione è il racconto di un lungo viaggio, dal Futurismo alla Metafisica, da Mario Sironi ad Arturo Martini alla ricerca che ha caratterizzato il dopoguerra. •

Luciano Fioramonti
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