23 settembre 2020

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03.12.2009

Altri abitanti della città di casa tra rami e spine

Un nido di città, fatto anche con plastica da imballaggi FOTO MARCHIORI
Un nido di città, fatto anche con plastica da imballaggi FOTO MARCHIORI

Uno splendido esemplare di falco pellegrino, immortalato dal teleobiettivo sul campanile della basilica di San Zeno è l'affascinante immagine di copertina dell'ultimo volume realizzato dal Museo di Storia Naturale e curato da Leonardo Latella. Il libro racconta con impostazione divulgativa, ma con rigore scientifico, la situazione degli [FIRMA]Animali in città. Altri abitanti di Verona. Il titolo fa immaginare la popolazione più o meno silenziosa che ha casa tra i rami degli alberi, nelle cantine o sulle colline che ci circondano. La nuova pubblicazione è stata presentata dalla direttrice del museo, Alessandra Aspes, dal curatore e dagli altri studiosi che hanno partecipato al lavoro nella stessa sede del museo, davanti a un pubblico numeroso e appassionato.
Animali in città, edito da Scripta, prende in considerazione la fauna urbana di Verona in relazione ai differenti habitat che la città offre, a partire dal suo fiume, premettendo anche una breve storia naturale di Verona, scritta dallo stesso Latella, che spiega come per la sua posizione geografica, per le caratteristiche climatiche, per la presenza dell'Adige, oltre che per la sua storia, Verona sia una città molto diversificata dal punto di vista naturalistico, in cui vivono piante e animali comuni con quelli di molte altre città, ma anche animali e piante unici del nostro territorio.
Se un numero cospicuo di specie è scomparso in tempi recenti in seguito all'urbanizzazione, d'altro canto proprio negli ultimi cinquant'anni sono aumentate considerevolmente le conoscenze sul numero e la distribuzione delle specie presenti. Solo negli anni Settanta erano 50 le specie di uccelli censiti, passate oggi a ben 180; dalle 30 specie di farfalle catalogate negli anni Ottanta, oggi si è passati alle 250 censite appunto dal volume in questione.
«Insomma, prima di tutto una buona notizia: nonostante l'espansione delle zone abitate, l'area urbana di Verona mantiene livelli di diversità biologica piuttosto elevati», spiega Latella. «Per quanto riguarda l'impostazione di questo volume, abbiamo cercato di considerare i principali ambienti, naturali e non, presenti in città, analizzandone gli animali che li frequentano e i motivi della loro presenza, con uno sguardo di particolare attenzione agli animali che frequentano le nostre case e che più intensamente interagiscono con le nostre attività quotidiane».
Non si tratta degli animali domestici: i nostri conviventi, qui schedati, sono piuttosto insetti di ogni genere e tipo. Scopriamo così per esempio che il salotto e la libreria sono il luogo prediletto dalla zecca dei piccioni, dal ragno sputatore, dallo sclerodermia, dai tarli del legno, mentre la cantina è appannaggio di scorpione, tegenaria domestica, gryllomorpha dalmatica, blaps mucronata. Una scheda a parte, in questo capitolo riservato agli insetti, è o occupata da una nuova arrivata: la zanzara tigre.
Sicuramente più ameno è il capitolo sugli abitatori dell'Adige: cormorano, airone cinerino, ballerina bianca. usignolo di fiume, cinciarella sono solo alcuni degli uccelli che vivono vicino all'acqua. Proprio la sezione riservata agli uccelli, dalla civetta al famoso falco pellegrino, cui è riservata un'apposita scheda, è tra le più appassionanti, anche per la bellezza delle immagini che accompagnano gli scritti. Anche se in assoluto il più simpatico abitante della nostra città ci pare lo scoiattolo, che, leggiamo, «ha colonizzato recentemente molti giardini di Verona». A osservarne l'immagine, con quel suo pelo fulvo e gli occhietti furbi, a questo vecchio nuovo cittadino viene spontaneo dare un caloroso benvenuto..

Alessandra Galetto
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