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Bottagisio: archivio riscoperto

27.10.2009

Mangiapreti con orgoglio di reato

La filarmonica in concerto nella piazza di Castagnaro sul palco circolare   che rimase in uso fino al 1908
La filarmonica in concerto nella piazza di Castagnaro sul palco circolare che rimase in uso fino al 1908

A Villafranca c'è una via intitolata ad Adriano Bresaola, avvocato e patriota che fu protagonista di un episodio documentato nella carte riemerse da Palazzo Bottagisio. La storia parte da una scatola ormai sfasciata contenente due calamai e qualche arnese per la scrittura col pennino. Dentro anche due missive, ormai consunte dal tempo. La prima fu inviata dai Filarmonici di Castagnaro il 20 settembre 1887 all'avvocato Bresaola. Per aver festeggiato quella data, anniversario della breccia di Porta Pia, i Filarmonici erano finiti nei guai: forse il parroco, nonostante gli attriti dell'epoca tra Stato sabaudo e Chiesa, aveva mobilitato i carabinieri.
«La sera del 20 settembre 1886», è riportato nella lettera dei bandisti, «i Filarmonici di Castagnaro, festeggiando con suoni e allegria la caduta del potere temporale dei Papi, vennero messi in contravvenzione dagli agenti della forza pubblica e tradotti d'innanzi al pretore di Legnago, donde tornarono assolti in seguito alla brillante difesa della S.V. Ill.ma. Un anno dopo i detti Filarmonici, memori di quanto ella fece come amico, più che come avvocato, umiliano un tenue ricordo, in pegno della loro perenne gratitudine».
Altrettanto patriottica la lettera di risposta dell'avvocato Bresaola, che ringraziò per il «bellissimo dono e la lettera gentile», che gli ricordavano «la fausta occasione in cui, come amico in mezzo agli amici» aveva potuto professare «la sua modesta opera» in difesa del «grave reato di aver festeggiato con suoni ed allegria l'anniversario della caduta del potere temporale dei Papi. In quella occasione», rispose Bresaola, «otteneste dal giudice una sentenza che condannò non voi ma l'operato della Pubblica Forza. Di reati come quello di cui voi siete stati accusati, si ha il dovere di essere orgogliosi e io mi auguro che di consimili ne vengano commessi sempre ogni anno, da ogni libero cittadino in ogni città e in ogni borgata d'Italia».[FIRMA]

Maria Vittoria Adami
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