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Bottagisio: archivio riscoperto

27.10.2009

Carte segrete dei Vip, ce n'è per tutti i gusti

Quando nel 1997 il Comune di Villafranca acquistò il palazzo del Trattato di pace, forse non immaginava di acquisire anche uno scrigno di tesori e retaggi di un antico passato. L'occasione dei 150 anni dalla Pace di Villafranca ha riportato l'attenzione sull'edificio, ma nessuno più ricordava che tra le mura della nobile abitazione Gandini Morelli Bugna Bottagisio sono custoditi, oltre agli arredi, anche incartamenti e fotografie frutto dell'intreccio di quattro casate. Oggi questo archivio da riscoprire è proprietà comunale.
Vecchi ritratti in bianco e nero, tra la polvere, hanno perso il nome, sussurrando antiche storie di personaggi illustri risorgimentali. Divise militari sdrucite, mantelle e cappotti, lascito dell'ultimo proprietario, se ne stanno silenziose tra cumuli di quadri, album fotografici e scene di vita incorniciate dietro un vetro che non le ha tenute lontane dall'usura del tempo.
Tra casse in legno, copie dell'Osservatore Romano del 1938 e libri, c'è una pila di cartoline turistiche ingiallite: ritraggono, una, i vasi di Sevres donati dall'imperatore Napoleone III alla famiglia Gandini Bugna dopo il trattato di pace, l'altra uno scorcio del palazzo del 1910.
In un angolo le foto di famiglia. C'è il primo piano di Elisabetta Gandini Morelli Bugna che sposò Alberto Bottagisio, aggiungendo alla stirpe l'ultimo cognome, con il quale è noto ai più oggi il palazzo. I coniugi con il resto della famiglia sono ritratti insieme nel quadro composito che riproduciamo in questa pagina, datato 1881.
E ancora bauli, arnesi antichi per l'agricoltura, cartine geografiche ripiegate che riproducono i monti sopra Gorizia a metà del secolo scorso, o un'Europa con la Repubblica federale tedesca e la Ddr, la Cecoslovacchia unita e i Balcani che si chiamavano Jugoslavia.
Per restare alla storia più recente, ci sono i registri delle visite al palazzo Bottagisio, dagli anni Cinquanta a oggi. Morello Pecchioli, per esempio, passò da lì il 10 aprile 1976.
Il materiale più prezioso dal punto di vista storico, però, è l'archivio della famiglia Gandini Morelli Bugna Bottagisio, lasciato in una stanza dal proprietario al momento della cessione dell'immobile: 53 faldoni contenenti atti notarili regolarizzanti lasciti, compravendite e investimenti, raccontano, con i registri di cassa, il passato delle quattro casate a partire dal 1663 sino al 1940.
Tra un fascicolo e l'altro si trova la vita di una grande famiglia possidente di immensi latifondi, da Castiglione Mantovano a Soave, da Monteforte a Villafranca, per passare da Verona alla tenuta del Chievo. In queste pagine anticipiamo alcuni dei segreti da svelare.

Maria Vittoria Adami

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