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Una vita in circolo

09.04.2018

Un contenitore
di idee che
aiuta a crescere

I bambini che hanno partecipato al Grest di Carnevale, lo scorso febbraio
I bambini che hanno partecipato al Grest di Carnevale, lo scorso febbraio

Il presidente Stefano Martini è un giovane perito informatico che dedica alla gestione del Circolo buona parte del suo tempo libero. Con entusiasmo e slancio. Da lui abbiamo tutte le informazioni necessarie per una visione abbastanza soddisfacente di questa realtà associativa di Villafontana. «Il Circolo Noi è nato nel 2005 per volere dell’allora parroco don Mario Magrinelli», spiega, «e lo scopo primo era la gestione dell’attività estiva dell’oratorio. Secondariamente bisognava far di necessità virtù in quanto gli spazi erano modesti e lo si voleva separare dalle altre attività parrocchiali. Insomma il Grest doveva avere una sua collocazione ben precisa». Nel 2015, tre anni fa, la scuola media alla quale erano stati dati in gestione i locali del Circolo, ha lasciato libera la struttura. «Noi, con alcuni volontari, abbiamo messo mano agli ambienti e li abbiamo rivoltati come un calzino dando loro una nuova destinazione d'uso», sottolinea Martini, «per il Circolo Noi, per il catechismo e per tutti gli altri incontri della parrocchia. In realtà il Circolo Noi a Villafontana esiste perché esiste la parrocchia, con la quale c’è una collaborazione continua. È tutto un lavorare insieme. Diciamo che il Circolo Noi è un contenitore nel quale sono inserite tutte le nostre attività». Quali sono queste attività? «Da due anni abbiamo cominciato a gestire il servizio di doposcuola per i ragazzi della scuola primaria. Vi partecipano una ventina di ragazzi, con gli animatori che li aiutano nei compiti e li assistono durante il pranzo. Da tre anni gestiamo anche alcuni laboratori pomeridiani sia di pittura che di teatro». E aggiunge: «Durante l’inverno non stiamo fermi e, da cinque-sei anni, sia durante le vacanze invernali che durante le vacanze di Carnevale organizziamo il cosiddetto GrInv, il Grest Invernale: una piccola esperienza che occupa sia il mattino che il pomeriggio. Vi partecipa una trentina di ragazzi. Si fanno dei giochi, un po’ di compiti e qualche laboratorio». SpiegaMartini: «Ci rivolgiamo prevalentemente ai ragazzi e anche alle famiglie che intendono partecipare. I genitori sono coinvolti nella preparazionedegli ambienti, nelle pulizie per far sì che l’ambiente sia ospitale. Poi rimane l'esperienza del Grest che si sviluppa anch’esso sia al mattino che al pomeriggio. È molto frequentato e accogliamo un centinaio di ragazzi seguiti da una ventina di animatori. La serata finale del Grest prevede l’incontro delle tre comunità di Bovolone, Oppeano e Isola della Scala con la presenza delle autorità: ci troviamo tutti al Circolo Sportivo e facciamo una grande festa. Da due anni abbiamo avviato anche l’esperienza di un Pre-Grest nel quale, durante il mese di giugno, ospitiamo una quindicina di ragazzi». Il Noi collabora con le amministrazioni che lo sostengono, anche economicamente, nelle attività estive. «Cattolica Assicurazioni, attraverso la sua Fondazione, per esempio, ogni anno lancia un “Bando Grest” aperto ai Grest parrocchiali della Diocesi di Verona e provincia. Quest’anno il bando prevede lo stanziamento di 100mila euro. Negli anni scorsi abbiamo ottenuto un contributo che si aggirava sui 500 euro. Una cifra non indifferente per noi, con la quale abbiamo potuto acquistare i materiali che ci servivano», ricorda il presidente. Da quanto si nota il vostro impegno è rivolto prevalentemente ai ragazzi. «Sì. Il nostro circolo ha questa peculiarità: è rivolto quasi esclusivamente ai ragazzi e vive di volontariato. Ci dedichiamo soprattutto ai ragazzi della scuola primaria, delle scuole medie e delle superiori. E non disdegniamo il contributo dei genitori; anzi, è il benvenuto. Siamo sui 250 tesserati tra ragazzi, genitori e famiglie. «Possiamo fare tutto questo grazie al volontariato del gruppo degli adolescenti e giovani; abbiamo, però, alcune prestazioni professionali alle quali corrispondiamo un piccolo riconoscimento...». Il Noi organizza anche incontri mensili per gli adolescenti. «L’iniziativa è partita un po’ in sordina, però vi partecipano dai 20 ai 30 ragazzi. È un percorso teatrale nel quale i ragazzi vengono messi alla prova per tirar fuori da loro il meglio che hanno. È organizzato dal Noi insieme con l’Azione Cattolica della parrocchia». Organizzate i campi scuola estivi? «No. Non siamo in grado di gestire queste esperienze e i ragazzi li inviamo ai campi scuola estivi dei paesi vicini». Oltre alle iniziative descritte in quali altri modo cercate di coinvolgere i ragazzi? «Devo premettere un’informazione. Tre anni fa l’ambiente è stato lasciato libero dalla scuola media: dall’anno scorso, dopo tutto il lavoro di riadattamento svolto da noi volontari, ospitiamo la scuola primaria essendo stati dichiarati inagibili gli ambienti comunali. Tutto ciò condiziona, in parte, le nostre attività che, tuttavia, non si sono fermate. Faccio un altro esempio: abbiamo appena concluso un laboratorio musicale con un insegnante della scuola primaria». Martini ricorda che «tutti gli anni qui nel Circolo facciamo il Carnevale, un incontro festoso tra di noi, al quale partecipano una quarantina di bimbi con le famiglie.In occasione della Domenica delle Palme, ad esempio, i bimbi hanno distribuito le palme; e la sera di Pasqua hanno consegnato le bottigliette dell’acqua santa. Sono piccoli gesti, ma aiutano a stare insieme e danno il senso della comunità». Martini aggiunge un altro esempio: «Da due anni un gruppo di signore si ritrova da noi e lavora a maglia. La produzione viene poi messa a disposizione della gente che se la porta a casa lasciando un’offerta; il ricavato viene devoluto alle Suore Comboniane di Verona. Anche questo gruppo fa parte della grande famiglia del Noi». Come ben si comprende «il Circolo vuole essere un contenitore di idee e di attività e se c’è qualche gruppo che vuole proporre iniziative ne parliamo, lo ospitiamo. Il nostro intento è quello di coinvolgere i ragazzi il più possibile in un ambiente sano nel quale possono far emergere i loro doni, i loro carismi e le loro capacità. Altrimenti saremmo una palestra o un circolo sportivo. Noi non siamo questo: siamo una realtà legata strettamente alla parrocchia e vogliamo far crescere lo spirito di comunità». «Non abbiamo il bar e neppure ci interessa; anche perché di bar ce n’è a migliaia. Questo non ci vieta di tirar fuori una bibita da condividere: ma è una cosa che integra le attività che facciamo». E l’attività sportiva? Organizzate dei tornei? «Non siamo portati su questo aspetto, anche per mancanza di persone che possono assumersi questa responsabilità o il ruolo di direttore sportivo. Il campo sportivo lo utilizziamo durante l’estate e anche il sabato pomeriggio. I ragazzi ci giocano, ma senza agonismo. Poiché sono già molte le iniziative messe in campo dalle amministrazioni e da altre associazioni, il nostro Circolo non vuole sovrapporsi a loro. Semmai partecipiamo», conclude il presidente.

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